PRIMALUNA – La partita per la presidenza della Provincia si è chiusa: l’accordo diretto tra PD e Civici ha individuato il candidato unitario nel nome di Fabio Vergani, sindaco di Imbersago. Una decisione maturata dopo un lungo percorso, orchestrato dal tandem Antonio Rusconi-Aldo Riva e benedetto dalla regia dei Dem, in particolare dal sindaco di Lecco Mauro Gattinoni. Una candidatura che ha escluso in modo netto altre ipotesi, tra cui in particolare quella di Mauro Artusi (in copertina), sindaco di Primaluna, che per mesi era stato indicato come il nome più naturale per rappresentare i Civici in questa sfida.
Ed è proprio qui che si apre la crepa più profonda: Artusi non avrebbe nascosto il suo disappunto per una scelta che, nei fatti, ha ribaltato le regole iniziali del gioco. La promessa era chiara: i Civici avrebbero espresso un candidato solo se condiviso da tutti gli schieramenti, nel segno di una terzietà autentica. Invece, il risveglio è stato amaro: è bastato l’appoggio del Pd per presentare il nome di Vergani, figura civica “di facciata” per accontentare i Dem. Una manovra che ha lasciato molti con l’amaro in bocca, ma soprattutto ha fatto sentire Artusi tradito da un gruppo che, almeno sulla carta, sarebbe dovuto essere il baluardo dell’indipendenza.
Il sindaco di Primaluna, che aveva costruito la sua credibilità proprio sul terreno della coerenza e della distanza dai partiti, si ritrova ora a fare i conti con un’operazione puramente politica. Non è un mistero che Artusi fosse considerato tra volti più rappresentativo di quell’area civica nata per essere alternativa al Pd: un amministratore di territorio, lontano dalle logiche di palazzo. Eppure, il suo nome è stato sacrificato per favorire un accordo che sembra più funzionale alle prossime elezioni comunali di Lecco che a quelle per la Provincia.
Intanto, dall’altra parte, il centrodestra si è compattato attorno ad Alessandra Hofmann, nonostante gli incidenti di percorso. Qui la linea è chiara: confermare la presidente uscente e chiudere la partita senza lasciare spazio a sorprese. Ma il vero terremoto, questa volta, non è nella coalizione avversaria: è dentro la casa dei Civici, dove il malessere di Artusi rischia di trasformarsi in una frattura irreparabile per la realtà politica di Rusconi e soci.
RedVN
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