ALTOPIANO VALSASSINESE – Anche quest’anno l’ultimo giorno di dicembre sull’altopiano valsassinese è scandito dal ricordo dei quattordici partigiani catturati al Baitone della Pianca il 30 dicembre 1944 e fucilati il giorno seguente tra Barzio e Maggio di Cremeno, uno degli episodi più drammatici della guerra di Liberazione nel Lecchese. Davanti al cimitero di Barzio furono uccisi dieci giovani combattenti della 55ª Brigata Garibaldi “Fratelli Rosselli”, mentre altri tre vennero fucilati a Maggio, completando un bilancio di sangue che l’ANPI continua a definire monito permanente contro ogni ritorno di fascismo e intolleranza.
Nel giorno dell’81° anniversario del loro sacrificio, l’ANPI provinciale di Lecco ha promosso due momenti ufficiali di commemorazione nei cimiteri di Maggio e Barzio, inseriti nel percorso “Nei luoghi della guerra partigiana tra Valsassina, Valtorta e Valtaleggio”, per mantenere viva la memoria del rastrellamento di quei quaranta giorni del 1944. Corone, labari, gonfaloni comunali e la presenza di amministratori, associazioni e cittadini hanno fatto da cornice a una partecipazione discreta ma intensa, nella quale la memoria storica si è intrecciata ai richiami all’attualità.
A Barzio, nel cimitero di Robiasca, il sindaco Andrea Ferrari ha ricordato come quei giovani partigiani, spesso poco più che ventenni, abbiano scelto di esporsi in prima persona contro il nazifascismo, pagando con la vita la volontà di restituire libertà e dignità al Paese. Il primo cittadino ha messo in guardia la comunità dal rischio di un’indifferenza dilagante, sottolineando che proprio il disinteresse verso la storia, la politica e il destino degli altri può svuotare di senso il sacrificio di chi cadde in quella mattina gelida del 31 dicembre 1944.
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