BRACCONAGGIO: LA RISPOSTA DI ROBERTO COMBI, PRESIDENTE C.A.C.

Visto l’articolo pubblicato voglio esprimere il mio parere da presidente del C.A.C. Prealpi Lecchesi.

Condivido quasi tutti i punti denunciati nella lettera, il Comitato di Gestione e la Commissione Tecnica Ungulati del C.A.C. li conoscono bene ed in più occasioni li ha denunciati nelle opportune sedi, ma noi non abbiamo potere sanzionatorio e gli organi preposti (Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali, ATS) sono da sempre costretti a fare quello che possono, sia per i numerosi compiti che gli sono attribuiti, sia dalla cronica scarsità di personale.

Purtroppo devo dire che, come in tutte la società, anche in quella dei cacciatori ci sono gli onesti e i disonesti. Mi permetto però di ricordare che tutte le schede di censimento vengono firmate dal cacciatore, che si assume tutte le responsabilità, ed in alcuni casi anche dagli organi preposti, che possono partecipare liberamente ai censimenti e non sono mai emerse grosse contestazioni.

Nella caccia, che non è una scienza esatta, due più due non fa mai quattro, ma per tutta una serie di fattori i prelievi possono anche non
confermare i censimenti. Fattori atmosferici, ambientali ecc. possono variare il prelievo delle varie specie. Le date di censimento devono essere obbligatoriamente programmate mesi prima e quindi possono anche essere svolti non nelle migliori condizioni, ma non possono prescindere da una profonda conoscenza del territorio durante tutto l’anno.

La conferma dei censimenti per gli ungulati in questa stagione, è nel prelievo delle varie specie che risulta sopra l’80%. E’ sicuro che i mali siano il bracconaggio e chi non va a caccia per passione ma per vendere “la carne”, ma come ho detto, noi non possiamo sanzionare, per questo ci sono gli organi competenti. Credo che comunque uno dei nodi sia l’omertà su certe notizie che girano anche sui social e fanno apparire bravo e furbo chi trasgredisce. Per quanto riguarda la consanguineità dei soggetti di tutte le specie, per anni sono stati fatti studi con i campioni prelevati dai cacciatori e da parte di ATS non si sono mai evidenziati problemi.

Finisco questa risposta che dovrebbe essere più articolata ed approfondita, ma pur non essendo particolarmente esperto delle Grigne, credo che gli stambecchi non ci siano, quindi penso che il nostro collega o ha sbagliato montagna, o ha sbagliato ungulato. Voglio comunque rassicurarlo che quando in forma non anonima voglia parlare con il C.A.C. Prealpi Lecchesi, siamo disponibili per vedere se con l’aiuto di tutti i “Cacciatori” con la C maiuscola possiamo migliorare.

Ringraziando,
Roberto Combi – Presidente C.A.C.