DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 7ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Ho letto in un testo queste parole di don Angelo Casati: “Era in cammino verso Gerusalemme, in cammino verso la sua ora, l’ora delle sue braccia allargate su una croce. Mi chiedo: porta stretta o porta larga? Mi verrebbe da rispondere: porta stretta se guardo la croce, porta larga se guardo le sue braccia allargate”.

Tutti, per entrare nella vita, dobbiamo attraversare la porta delle scelte. Se vogliamo vivere da protagonisti la nostra vita e non accettiamo di doverla solamente subire dobbiamo compiere delle scelte. È il prezzo della nostra libertà e la nostra libertà è ciò che ci caratterizza come uomini e, dal punto di vista della fede, come figli e fratelli.

Ci sono delle scelte che sono la nostra salvezza perché ci aiutano ad essere veramente noi stessi, ad essere uomini veri. A volte costano tanto perché risultano più facili ed affascinati scelte più comode, facili, scelte che contengono promesse di felicità, di leggerezza, di gioia e divertimento. Scegliere di essere uomini veri, figli e fratelli sembra che sia un progetto “a caro prezzo”.

Il Signore Gesù ci chiede di pensare bene alla nostra salvezza. “Sforzatevi”…si rivolge a noi, non dice che cosa devono fare gli altri per salvarsi. Un tale gli aveva appena chiesto: “sono pochi quelli che si salvano?”, forse aveva la presunzione di essere già dalla parte giusta e…chiedeva per altri. Gesù dice che tutti dobbiamo pensare alla nostra salvezza e non sempre e solo a quella di altri.

Dobbiamo pensarci noi che viviamo, a nostro giudizio, un buon rapporto con Gesù perché preghiamo e partecipiamo un po’ alla vita della comunità cristiana e spesso ci ritroviamo a pregare per la salvezza degli altri.

Ritorno così volentieri alla “intuizione” di don Angelo. Noi dobbiamo sforzarci di assomigliare sempre più a Gesù nel preoccuparci assiduamente della “nostra” salvezza. Dobbiamo sforzarci di passare per la porta stretta dell’adeguare la nostra vita alla sua per diventare uomini veri, figli e fratelli perché sempre più, e finalmente, capaci di offrirci ad un abbraccio capace di contenere veramente tutti. Non possiamo, se veri discepoli di Gesù, salvati dal suo amore, non preoccuparci di vivere la fatica, a volte dolorosa, di aprire sempre di più le braccia e il cuore per avvolgere con amore tutti. Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza e il figlio Gesù sulla croce ci mostra cosa veramente significa. E’ la porta stretta da attraversare per compiere scelte che “salvano” la nostra vita e un po’, attraverso di noi, modellati sul crocifisso, quella di molti.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo