Ex sindaco di Vedeseta, valtaleggino che vive lontano dalla valle ma alla valle e al suo contesto rimasto molto legato e con frequenti visite di ritorno fatte percorrendo la strada della Culmine – di grande interesse locale e, soprattutto, turistico, nazionale e internazionale specie quello su due ruote, a motore o senza -, chiedo ancora una volta ospitalità per esprimere una riflessione e porre una domanda.
Premesso una constatazione positiva e un ringraziamento alla Provincia di Lecco per la manutenzione del verde quest’anno realizzata tempestivamente che, oltre che decoro ambientale, conferisce al suggestivo ma angusto percorso un briciolo in più di agibilità, devo esprimere una riflessione critica sullo stato dell’arteria e sugli interventi di manutenzione appena realizzati o in corso di realizzazione.
Quella della Culmine è indubbiamente una strada di montagna, e nessuno sogna una superstrada ma credo che per una strada di una certa importanza strategica qual è sia lecito aspettarsi dei seri e efficaci interventi di miglioria vuoi sul manto stradale, in parecchi, punti ancora ammalorato e cedevole, vuoi relativi alla sicurezza (barriere), vuoi soprattutto di progressivo adeguamento della larghezza della carreggiata, per lunghi, troppi tratti ancora di dimensione inadeguata e con curve cieche davvero pericolose (canali dell’Inferno, ad esempio) anche per il singolo veicolo, figuriamoci per l’incrocio.
Ora, conosco per passata esperienza, la lotta perenne dell’Ente pubblico con il problema delle risorse, sempre inadeguate, per cui è vano auspicare un grande progetto milionario di adeguamento complessivo della strada. Mi chiedo, però, se sia obbligatorio interpretare gli interventi di manutenzione che sono stati messi in cantiere e che sono in corso di realizzazione su diversi tratti con un’ottica che sembra lontana da una scelta ponderata di merito (intervenire sui tratti decisamente più pericolosi) e, soprattutto, lontana dall’approfittare degli interventi di manutenzione (come posa di cordoli e di guard-rail), non dico per portare la strada ai 6 metri ma almeno per adeguamenti minimi a favore della tranquillità e della sicurezza degli scambi di chi la percorre. Non mi pare vadano in questa direzione, e è un peccato, l’intervento realizzato nei mesi invernali, un buon lavoro certo, ma poco coraggioso sull’allargamento e che ha ignorato una buona metà del segmento che presentava le stesse necessità d’intervento. Ancora meno convincenti gli interventi in corso in zona Passo, con posa guard-rail in tratti non così drammatici sotto il profilo della sicurezza e che, a naso, daranno come risultato il restringimento di un sedime stradale non particolarmente sovradimensionato!
È chiedere troppo all’Amministrazione provinciale uno sforzo per approfittare di ogni intervento per dare, certo a tappe, un volto diverso, più sicuro ma anche più adeguato, a questa importante amata arteria?
Grazie.
Arrigo Arrigoni






