“PONTE DELLA MORTE” IN CICLABILE: UNA PREOCCUPATA SEGNALAZIONE

TACENO – Sulla pista ciclopedonale della Valsassina, nel tratto in territorio comunale di Taceno, c’è un ponticello che un nostro lettore – e pare non sia l’unico – ha ribattezzato senza mezzi termini “ponte della morte”. Un’espressione forte, che rende però bene la sensazione di pericolo provata da chi lo attraversa ogni giorno a piedi o in bici lungo un percorso che, nelle intenzioni, dovrebbe essere sicuro e adatto alle famiglie.

Il tratto “incriminato”

Il lettore ci racconta di un piccolo ponte in legno/ferro sulla ciclabile, in zona Taceno, con il “fondo” rabberciato e protezioni laterali ritenute insufficienti rispetto al vuoto sottostante e alla presenza del torrente Pioverna.

Secondo la testimonianza, basta una distrazione, una manovra brusca o una perdita di controllo (per bimbi alle prime pedalate, anziani o pattinatori) e il rischio è di “impiantarsi” su quelle assi in rilievo. Inoltre come si nota dalle foto esistono delle fessure nel legno anche ampie, alcune delle quali “rappezzate” dove si può inciampare o si possono infilano le ruote. Da qui il soprannome, nato in modo spontaneo tra chi percorre abitualmente quel tratto e percepisce una differenza evidente rispetto agli altri ponticelli della ciclabile.

Una ciclabile “sicura”, ma non ovunque

La pista ciclabile della Valsassina viene spesso presentata come un itinerario tranquillo, pianeggiante e adatto a tutti, ideale per famiglie, bambini e cicloturisti che vogliono pedalare lontano dal traffico lungo il Pioverna. Gran parte del tracciato è infatti asfaltato, separato dalla strada e dotato di staccionate laterali, con diverse aree sosta e punti di accesso tra Barzio, Pasturo, Introbio, Primaluna, Cortenova e Taceno.

Proprio per questo, i punti “critici” – come il ponte segnalato – risultano ancora più stonati rispetto al resto dell’opera: chi entra in ciclabile si aspetta uno standard uniforme di sicurezza, senza “trappole” improvvise in corrispondenza di passaggi stretti, ponti o tratti con esposizione verso il torrente.

La voce dei frequentatori

Il lettore, frequentatore abituale della ciclopedonale, spiega come l’allarme non sia isolato, ma condiviso anche da altri utenti che hanno iniziato a definire quel tratto come “ponte della morte” nelle chiacchierate fra ciclisti e camminatori. C’è chi, dopo averlo attraversato una volta, preferisce girare i pedali con maggiore prudenza o addirittura evitare il passaggio.

La sensazione comune è che bastino pochi interventi mirati per ridurre il rischio percepito: chiudere gli spazi liberi, migliorare la “pavimentazione” per scongiurare incidenti, inserire una segnaletica di avviso e di rallentamento prima del ponte.

Il ruolo di Comune ed enti competenti

Il tratto interessato si trova in territorio comunale di Taceno, ma la gestione della ciclabile della Valsassina vede coinvolti più soggetti (Comuni e Comunità Montana) in base a lotti e interventi realizzati nel tempo. Proprio a Taceno, negli ultimi anni, si è lavorato anche su ponti e raccordi del tracciato, con cantieri che hanno richiesto interruzioni parziali della pista. Poco più in là, a Cortenova, lavori in corso su una struttura analoga (nella foto a destra).

Alla luce della segnalazione, le domande dei lettori sono semplici: chi controlla periodicamente lo stato di manutenzione di questo tratto e, soprattutto, di questo ponte? Esistono verifiche strutturali e aggiornamenti dei parapetti rispetto alle normative più recenti per le ciclopedonali?

Un invito a intervenire  

Non risultano, al momento, incidenti gravi di pubblico dominio specificamente legati a questo ponticello, ma la preoccupazione espressa dal nostro lettore – e da altri come lui – va letta come un campanello d’allarme da non sottovalutare. In una Valle che punta sempre più sul cicloturismo e sulla promozione della ciclopedonale come fiore all’occhiello, la sicurezza reale e percepita degli utenti dovrebbe restare la priorità assoluta.

Per questo rilanciamo l’appello: un sopralluogo mirato, un confronto tra tecnici ed enti competenti e, se necessario, il rapido adeguamento di quel ponte possono evitare che un soprannome colorito si trasformi nella cronaca di un incidente annunciato. Nel frattempo, l’invito ai frequentatori è di affrontare il tratto con prudenza, moderando la velocità e prestando particolare attenzione in presenza di bambini e anziani.

RedCro