Nuovo acquedotto Norda: 80 lettere suscitano polemiche tra i privati



Tra questi, anche un ente pubblico: il Comune di Introbio, titolare di una porzione di terreno interessato dall’esproprio in vista. La stessa amministrazione, pur non mettendo in discussione (almeno per ora) l’utilità del mega progetto della Norda, ha chiesto in via ufficiale la sospensione immediata delle procedure, per i necessari approfondimenti e verifiche. "A quanto risulta", dice una fonte interna a Villa Migliavacca "non ci sono ancora indicazioni precise di dove e come passerà la nuova tubazione tra la Val Biandino e l’industria a Primaluna".

La questione sta suscitando un bel trambusto, a Introbio ma non solo. Molti infatti i proprietari di terreni interessati all’operazione, nella stragrande maggioranza persone che hanno ricevuto questi atti (che hanno tutto l’aspetto di comunicazioni di tipo giudizario) con un preavviso minimo per opporsi e nel bel mezzo delle festività di fine anno. Eppure, l’avallo alla "pubblica utilità" del nuovo acquedotto denominato "Acqua Alta" risale al 2007. Tre anni utili per studiare la situazione e soprattutto contattare chi dovrà vedersi passare i tubi nella propria terra. E oltre al Comune, sono molte le persone e aziende ad aver fatto opposizione all’atto ricevuto in questi giorni. Compresi importanti professionisti e imprenditori della zona.

Altro elemento interessante: oltre due anni fa, la stessa amministrazione comunale di Introbio (allora guidata dall’ex dirigente Norda Eusebio Marconi) aveva sancito la pubblica utilità del nuovo acquedotto, condividendo con l’azienda il percorso di una seconda tubazione dal lago di Sasso fino quasi a Primaluna. Utile per Introbio portare acqua dalla Val Biandino al paese. Ma del progetto ora si occuperà in modo sostanziale l’amministrazione provinciale di Lecco, la stessa alla quale si è rivolto il Comune di Introbio (oltre che al progettista, l’ingegner Giorgio Selva) per bloccare le ispezioni dei tecnici sui terreni soggetti al passaggio delle tubazioni.

La sensazione è che l’iter del progetto sia legittimo e che dunque "Acqua Alta" si farà. Un’operazione da svariati milioni di euro con ovvie ricadute di tipo economico ed occupazionale per il territorio. Più in discussione invece il "come". A più di un cittadino non è andata giù la forma della comunicazione ricevuta e a naso diversi interessati vorranno comunque monetizzare in qualche modo la paretcipazione non volontaria al progetto di un’azienda privata. "Una bottiglia d’acqua all’anno, ma me la dovranno dare" ha detto a Valsassinanews un abitante di Introbio. Forse qualcun altro chiederà un po’ di più…

 
 

 

 




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