ESCLUSIVO/Acqua imbevibile a Introbio, l’ozonizzatore ”non riparato da anni”



Il rapporto è dela DB Bagatti di Gallarate, la società che ha svolto un’ampia e approfondita relazione sullo stato dell’impianto ozono di Introbio. Una analisi impietosa, con annotazioni del tipo: REATTORE – Negli anni si è dovuto intervenire più volte per tamponare perdite del sistema di sfogo aria he necessita di essere sostituito. Come dire; era meglio cambiarlo e non rattopparlo. Addirittura devastante, a pagina 2 della relazione, la descrizione dello stato del quadro comando:

Una certificazione, quella evidenziata in blu, dei pesanti costi derivanti da quanto descritto più volte nel documento della DB Bagatti. E cioè che se l’impianto avesse ricevuto l’adeguata manutenzione, si sarebbe speso ben di meno (in questo caso specifico l’incremento delle riparazioni sarebbe addirittura del 50%).

Un atto di accusa abbastanza preciso, rivolto in altra parte della relazione in modo diretto alla "precedente amministrazione" (dunque la giunta Marconi):

Come dire: non si tratta di trascuratezza ma di una scelta precisa. L’atto di accusa è pesante, reperito il documento abbiamo cercato di contattare Eusebio Marconi per un commento ma per il momento non ci siamo riusciti. Contiamo comunque di dar voce alla precedente amministrazione dato il peso delle parole contenute nella relazione documentata in questa nostra inchiesta.

Ma perché l’ozonizzazione è così importante? L’impianto di Introbio "sterilizza" l’acqua, rendendola potabile. Nel corso della primavera era stato stilato un progetto per il suo rinnovo. Ma è un intervento che costa molto, più di quanto il Comune possa permettersi. Sulla vicenda si è già innestata una polemica, pesante, scatenata dopo l’ordinanza del Comune che a inizio agosto ha imposto la bollitura dell’acqua a causa di alcune particelle che – in presenza di tubature vecchie – tendono a staccarsi compromettendo la qualità dell’acqua stessa. Contro l’attuale amministrazione era subito sceso in campo l’ex sindaco: Marconi aveva dichiarato tra l’altro a VN: "Hanno bloccato la centrale dell’ozonizzazione, noi ogni anno la facevamo pulire. Ma adesso? Ripeto, sono degli incapaci".

Ora la relazione della società di Gallarate che smentisce Marconi, ribaltando le accuse proprio sulla sua precedente conduzione amministrativa.

La la questione dell’ozonizzatore è assai pepata e pare avere conseguenze pure nella stessa compagine guidata da Fernando Rupani. Sembra infatti che il forte investimento necessario a sistemare definitivamente o quasi l’impianto sia al centro di discussioni. In attesa dell’arrivo dei fondi provenienti dai canoni della Norda e spettanti al Comune, si discute a livello di giunta sulla destinazione dei soldi. L’amata strada di Biandino o il necessario ozonizzatore? Sulla questione sembra ci sia qualche contrasto, pur se nei limiti, tra alcuni assessori e forse lo stesso sindaco.

La "guerra dell’acqua" insomma esplode in pieno agosto. E d’altra parte, quando, se non nella stagione calda?
 

 

 

 

 




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