AMENITÀ DALLA VALSASSINA E DINTORNI 29ESTERNAZIONI NOTTURNE DI CICERUACCHIO



Numerosi gli spunti che in particolare la politica fornisce alle esternazioni notturne del corrosivo corsivista mascherato. Si va dall’amministrazione della contesissima strada da Introbio alla Val Biandino fino al lago passando per la Comunità Montana e con uno spruzzo di sport amatoriale – condito da dubbi sulla "corsa" (ai bagni, prima che al traguardo).

* Leggo su VN che l’amministrazione comunale di Introbio ha approvato la delibera per la regolamentazione della strada per la val Biandino.
Era ora, nonostante siano trascorsi undici anni da quando la Corte d’Appello di Milano ha sentenziato definitivamente che la strada ha un centinaio di proprietari (pubblici e privati),
rigettando il ricorso della società Bregaglio di Lecco, che la voleva tutta per sè.
Il borgomastro Fernando Rupani ha raccontato che la suddetta società non ha mai sganciato una lira (e poi un euro) per la manutenzione della strada, pur ritenendola di sua proprietà e, rincarando la dose, ha diffidato la stessa dall’incassare quattrini ai transitanti, come è avvenuto l’anno scorso, e a porre sbarre lucchettate per impedirne il transito.
Adele Bregaglio, presente in sala, ha ascolto Rupani con molto disagio, subodorando la magna trombata che stava per arrivare a conclusione del consiglio.
Prima del voto, il consigliere di maggioranza Giordano Pomi, che poi si è astenuto per non doversi dimettere, ha perorato insistentemente le tesi della società e, in particolare, quella secondo la quale essa è proprietaria delle opere realizzate sulla strada.
Per questa ragione, lo “spondista” ha proposto che il comune stipuli, a parte, una convenzione ad hoc con la Bregaglio. Essendo il Pomi un ingegnere e forse non capendo di legge, non sa che questa proposta può essere giuridicamente impugnabile.
Ma non importa, il servigio l’ha reso lo stesso.
Il consigliere indipendente, Gianfranco Magni, usando argomentazioni facilmente smontate da più consiglieri di maggioranza e di minoranza (costi di manutenzione), ha votato contro. Dovrà spiegare alla cittadinanza perchè non vuole che la strada possa essere legalizzata sia nei diritti come nei doveri.

* A Cortenova tira aria mefitica tra il borgomastro Luigi Selva e il comandante dei vigili Nello Bartesaghi che, quando è in divisa, sembra un generale di Corpo d’Armata pluridecorato.
Tutto parte da una segnalazione dell’assistente sociale che, a suo giudizio, il Nello dovrebbe smettere di fare l’autista dello scuolabus, quindi di sostituirlo. Perchè? A richiesta di spiegazioni da parte del borgomastro il ghisa reagisce urlando e andandosene sbattendo la porta.
Il giallo si infittisce sempre di più, anche perchè non si capisce cosa ci sia dietro. Mistero.
La frittata viene però rigirata e Selva prende le difese di Bartesaghi (meglio tenerselo buono perchè è armato, vedi Cardano al Campo) annunciando che se gli impedissero (da chi?) di fare l’autista dello scuolabus, lui lo assumerebbe in modo da garantire la continuità a questo servizio. Come andrà a finire?


* La Comunità Montana della Valsassina ha organizzato un convegno dal roboante titolo “Tutela della biodiversità nell’area di interconnessione lungo la dorsale Orobica, ….ecc. ecc.”.
L’invito è stato rivolto a mezzo mondo tra sindaci ed enti pubblici che operano nelle provincie di Lecco, Bergamo e Sondrio.
Ci sono volute cinque pagine per elencarli tutti.  Risultato: un colossale flop. I presenti erano quattro gatti e il convegno è durato poco più di un’ora.
A margine, non è mancato il preziosissimo contributo del borgomastro ciellino di Vendrogno, Pietro Andrea Acerboni, sempre in prima fila (era anche a lato del cardinale Scola a Varenna).
Secondo alcuni invitati, ma assenti al convegno, questo flop era prevedibile perchè promosso solo per creare una favorevole immagine ad un ente, ahimè, prossimo alla soppressione.     

* Si è svolta a Introbio la tradizionale corsa podistica e di mountain-bike lungo la strada consortile che sale in val Biandino.
Prima della partenza, in tutti i bar della piazza, dove c’era il raduno, è stato osservato da più persone un continuo andirivieni di atleti ai servizi igienici. Domanda ovvia: avevano tutti il bisogno impellente, quasi contemporaneamente, di fare pipì o pupù?
Viene il forte dubbio che la ragione fosse quella di rinchiudersi nel bagno per concedersi una “salutare pompatina”.
Non è una gratuita malignità poichè a tutti è noto che, da anni, il doping non riguarda solamente lo sport di professione ma anche quello amatoriale.  Purtroppo.

* Il vulcanico neo consigliere regionale del PDL lecchese, Mauro Piazza, in questi giorni è  assai incazzato.
Dopo aver trafficato tanto per ottenere l’agognato scranno al Pirellone, foriero di generosi emolumenti (e prebende per gli amici), scopre oggi che i quattrini che incasserà mensilmente hanno subito il drastico taglio di 5 mila euro netti.
Dovendo rassegnarsi a piluccare dai contribuenti meno quattrini, non ha tardato ad esprimere le sue indignate rimostranze argomentando che “è in corso un vero grande attacco alla politica, … è il segno della fine della democrazia (!!!), … non credo che la colpa sia il costo della politica ma quella di non essere stata efficiente”.
Era meglio per lui (e il PDL) se, con discrezione, avesse fatto buon viso a cattiva sorte.

* Concludo su un tema che ho ripreso più volte fino alla nausea. Giorni fa “Goletta Marrone” ha trionfalmente comunicato che le acque del Lario sono pulite quindi non c’è alcun rischio per i bagnanti. 
Dopo vari sopralluoghi e ripetuti campionamenti, “Goletta Blu” di Lega Ambiente ha, di fatto, invitato i trionfanti a non raccontare palle perchè le acque alle foci dei torrenti a Lecco, Mandello, Perledo, Bellano e Colico, sono in pessima salute. Poi, c’è anche l’altra sponda del lago che non gode di buona salute. 
Domanda. I tecnici di “Goletta Marrone”, se sono laureati in chimica e/o biologia e non in sciente politiche, dove vanno a fare i campionamenti, e come li fanno?

 

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AMENITÀ DALLA VALSASSINA E DINTORNI<br>ESTERNAZIONI NOTTURNE DI CICERUACCHIOAngelo Brunetti detto Ciceruacchio (Roma, settembre 1800 – Porto Tolle, 10 agosto 1849) fu un oste e un patriota italiano, che combatté per la seconda Repubblica romana, alla cui caduta fuggì con Giuseppe Garibaldi per raggiungere Venezia. Il soprannome ciceruacchio, datogli da bambino, è la corruzione dell’originale romanesco ciruacchiotto (grassottello).

[da Wikipedia.it]

 

 

 

 

 




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