I COMUNI COME ”BANCOMAT DELLO STATO”. E TREMENICO NON APPROVA IL BILANCIO



Ieri sera, il consiglio comunale del paese della Val Varrone ha deciso di stralciare dall’ordine del giorno il punto riguardante l’approvazione del bilancio di previsione 2013. "Mi rendo perfettamente conto – ha dichiarato il sindaco Pandiani – che questa azione potrebbe risultare risibile, sono però convinto che continuando a non assumere, come Consigli Comunali, delle simili iniziative, si potrebbe incorrere nel rischio paventato dal presidente dell’ANCI:se si uccidono i Comuni muore il Paese”.
 

Di seguito, l’intervento di Pierfranco Pandiani nella seduta consiliare di ieri:

Alla riunione ANCI tenutasi nei giorni scorsi a Milano è esploso il malcontento di tutti i
Sindaci circa la situazione in cui versano i Comuni Italiani, trasformati, secondo il parere di
alcuni, in Bancomat dello Stato.

Nella sala Alessi il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia di centro sinistra, il Sindaco di
Varese e Presidente dell’ ANCI Lombardia Attilio Fontana della Lega, il suo Vice Giulio
Gallera del PDL, unitamente al Presidente dell’ ANCI e Sindaco di Torino Piero Fassino
del PD, hanno, in maniera pluripartisan, espresso, in maniera forte ed inequivocabile,
l’ angosciata preoccupazione loro, e di migliaia di Sindaci Italiani, circa il rapporto, ormai
usurato e da rivedere, esistente sta Stato Centrale e Amministrazioni Locali.

Infatti come tutti sapranno veniamo da un lungo periodo nel quale i rapporti tra i vari
Governi, che si sono susseguiti in questi anni, ed Comuni Italiani sono stati caratterizzati
da una costante riduzione di risorse ed autonomie a sfavore di questi ultimi.

Gli Amministratori Comunali, non vivendo sui Marte, sono perfettamente consapevoli che
le ragioni di tale dinamica derivano dalla crisi economica globale, dai vincoli di bilancio
imposti da patti europei, sulla cui utilità ci sarebbe da discutere, e dall’ alto indebitamento
del nostro Paese.

E proprio questa consapevolezza non ci ha mai sottratto al dovere ci partecipare ad un
comune sforzo per il risanamento della attuale situazione socio-economica, mettendo in
atto sforzi decisamente superiori a quelli esercitati da altri livelli istituzionali.
Ora si è deteriorato, oltre ogni limite, il rapporto fiscale ed economico tra Stato e Comuni.
La riduzione dei trasferimenti ha raggiunto il suo minimo storico, mentre i Sindaci sono
stati trasformati in sorta di collettori di imposte a favore dello Stato centrale,

C’ è poi da aggiungere che oltre ai continui tagli, i gli Enti Locali sono stati vessati da
prescrizioni ordinamentali, e da un formalismo giuridico che sembra essere privo di
rispetto e di dovuta considerazione per coloro che in prima linea, amministrano
quotidianamente, mettendoci la faccia, i propri Comuni.

Quindi amareggia constatare che da parte di troppe Amministrazione dello Stato vi sia un
atteggiamento quasi preconcetto, ritenendo i Comuni centri di spesa, e non come luoghi di
erogazione di servizi e di prestazioni indispensabili per più di 60 milioni di Italiani.
Per questo motivo non possiamo e non dobbiamo ignorare l’ auspicio espresso dal
Presidente Attilio Fontana, ossia quella di non approvare i bilanci di previsione entro il
termine previsto, ben consapevoli del fatto che il mancato adempimento a questo obbligo
di Legge causerà inevitabilmente lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Ma oltre che per queste motivazioni di carattere politico esiste pure una spiegazione di
carattere tecnico amministrativo che mi induce a formulare questa proposta di stralcio.
Infetti si sta ventilando l’ ipotesi che i Comuni potranno essere omaggiati dal
diciassettesimo Decreto negli ultimi diciotto mesi, Decreto necessario, sembrerebbe, per
reperire dalle Amministrazioni Locali ulteriori 700-800 milioni di euro.

Se per smettere di essere il bancomat dello Stato, dobbiamo tutti assieme consegnare la
fascia tricolore al Prefetto, bene io sono disposto a farlo senza alcun rimpianto di sorta, e
per questo invito tutti i consiglieri a volere votare a favore dello stralcio dall’ ordine del
giorno il punto riguardante l’ approvazione del bilancio di previsione 2013.

Mi rendo perfettamente conto che questa azione potrebbe risultare risibile, soprattutto in
considerazione della esiguità della popolazione del nostro Comune.

Sono però convinto che continuando a non assumere, come Consigli Comunali, delle
simili iniziative, si potrebbe incorrere nel rischio paventato dal Presidente Fontana il quale
ha dichiarato: “Se si uccidono i Comuni muore il Paese e questa è una scelta di cui deve
essere cosciente anche chi ci governerà”.

 

 

 

 




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