CENTRALI. LA PROVOCAZIONE DI DENTI: ”SIANO AUTOFINANZIAMENTO DEI COMUNI”



Riceviamo un articolato intervento sulla questione delle centrali elettriche del bacino di Pagnona e Premana.  Il presidente della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Alberto Denti, accoglie le proposte del sindaco di Primaluna. Dice sì alla moratoria "ma con dei distinguo" e sì al maggiore coinvolgimento della Comunità Montana sulla questione delle piccole generazioni idrolettriche, anzi candida il proprio ente come successore alla Provincia sulla specifica competenza.
Nella lettera a Valsassinanews ricorda ai Comuni il loro mero potere consultivo, auspicando modifiche nella normativa. Nel frattempo si lamenta in tono polemico di non essere stato invitato all’assemblea di Casargo. Propone, infine, di creare tante centrali ove "il consenso e le condizioni ambientali" lo permettano quale strumento di auto finanziamento a favore delle amministrazioni locali. Una soluzione già presente in altre parti di Europa.

Quella di Denti non è una posizione netta. Parrebbe interlocutoria se il presidente della C.M. non chiudesse il proprio intervento parlando di "tanfo di campagna elettorale anticipata" in riferimento al movimento che si sta organizzando intorno al tema.
Leggiamo qui sotto.

"Ho sempre seguito con estremo interesse il dibattito relativo all’utilizzo delle acque per fini energetici.
Un argomento serio e complesso che merita grande attenzione e sensibilità da parte della politica, degli  Amministratori, dei cittadini e dalla stampa in genere.
Attenzione, sensibilità e rispetto per il territorio che sono gli ingredienti dell’animato confronto che si è sviluppato attorno alla scelta di realizzare alcuni impianti idroelettrici nel bacino imbrifero afferente ai comuni di Premana e di Pagnona. 
Il tema, al di là degli specifici problemi locali sui quali ritornerò in conclusione,  merita, come auspicato anche dal Sindaco di Primaluna, un livello di approfondimento e di analisi  che deve andare oltre per cercare risposte in fonti normative nazionale e regionali.
Artusi, in modo particolare mi sembra proponga e solleciti, una moratoria delle concessioni idroelettriche ed un maggior coinvolgimento delle Comunità Montane nei processi istruttori e decisionali.
Due proposte che mi trovano assolutamente d’accordo.
Ben venga il concreto coinvolgimento del Ente comunitario per il quale ho sempre rivendicato, nelle sedi opportune, un ruolo di maggiore centralità rispetto alle scelte che riguardano le componenti di un territorio montano (acqua in particolare) e la loro gestione.
L’auspicio è che con l’imminente riordino territoriale, determinato dalla soppressione delle Province, si acceleri questo processo e vengano assegnati alle Comunità Montane quei compiti e quelle responsabilità che il territorio, in primis, rivendica come proprie ed esclusive.
Da Presidente mi sto fortemente impegnando per creare le condizioni affinché questo avvenga e fa onestamente piacere apprendere che un Sindaco di un paese importante come Primaluna condivida e sostenga, pubblicamente, questo percorso.
Per quanto riguarda la necessità di una moratoria sulle piccole derivazioni a fini idroelettrici, pur condividendone lo spirito, ritengo sia necessario fare alcuni distinguo.
Penso cioè che, laddove sussistano le condizioni ambientali ed il consenso diffuso, l’Ente locale  deve avere la possibilità  di giocare, liberamente, la proprie carte.
Perché ciò accada va ovviamente modificato l’impianto normativo nazionale e regionale, vanno previste  al suo interno delle corsie preferenziali a vantaggio degli Enti locali affinché quest’ultimi siano messi nelle condizioni di realizzare e gestire, in proprio, piccoli e piccolissimi impianti idroelettrici (non è fantascienza questo già avviene anche in altri paesi europei).
Parlo di impianti cosiddetti ad “acqua fluente” o, al più, a  “regolazione giornaliera” ad alta automazione e redditività che non richiedono la presenza di personale e contraddistinti da modeste criticità tecnico/manutentive.
Investimenti che, per queste positive caratteristiche, potrebbero diventare una determinante fonte di autofinanziamento per gli Enti locali oltre ad essere un concreto esempio di federalismo demaniale e fiscale. 
Per quanto riguarda il problema specifico delle centrali afferenti al bacino imbrifero di Premana e Pagnona
non ho sufficienti elementi tecnici per giudicare con necessaria obiettività.
Ho però la strana sensazione che quanto stia succedendo centri poco, o molto poco, con la moratoria,  da sempre, bandiera del comitato premanese.
Per due ragioni: una di merito ed una di metodo.
Nel merito va evidenziato che le amministrazioni di Premana e Pagnona stanno operando in un contesto normativo che non assegna loro nessun potere decisionale il loro compito è limitato, solamente, all’impegno di “portare a casa” i migliori risultati possibili.
Per questa loro fragile condizione potranno anche risultare sconfitti ma, sicuramente, non  colpevoli come invece mi sembra di percepire dai toni usati, nei loro confronti, dal comitato.
Nel metodo vorrei capire invece perché la riunione promossa da lega ambiente, dal comitato e dal Sindaco di Casargo si sia svolta nel comune dell’alta valle e non, ad esempio, in CM con i 28 Sindaci della  comunità.
La proposta di moratoria è un tema trasversale che coinvolge tutto il territorio si o no!
Ricordo  a costoro (comitato-Lega ambiente e Comune), qualora si fossero dimenticati, che la CM è stato finora il solo Ente, assieme al Comune di Premana, ad approvare in assemblea (eravamo nel 2011) un documento di condanna contro  la proliferazione delle piccole centrali.
Sempre per la stessa questione di metodo vorrei capire perché, alla stessa riunione, non sia stato invitato il Presidente della Comunità Montana.
SI crede, come auspicato anche dal Sindaco Artusi, al ruolo che la Comunità Montana potrebbe assumere in questa materia oppure l’Ente comunitario esiste solo quando c’è qualche piccolo contributo da chiedere o favore da ottenere.
Io penso che la prima ed importante legittimazione di un Ente provenga dal proprio territorio e poi dalle Leggi!
Per concludere noto, rispetto ai sani ideali iniziali (o almeno ciò che io avevo interpretato come tali e su questo dissento da Artusi) una grande involuzione del movimento, una deriva politica, inaspettata e non necessaria. 
Sarà che le elezioni si avvicinano ma sento una puzza anzi, un forte tanfo, di campagna elettorale anticipata.
Sarà che a pensare male si fa peccato ……………………

Cordiali saluti ed i miei migliori auguri di buon Natale a tutta la redazione ed ai lettori di Valsassinanews

ALBERTO DENTI – Presidente CM V.V.V.R".




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