PREMANA ACCOGLIE I GIOVANI VALSASSINESI PER IL QUARESIMALE



Il Vicario Episcopale ha concluso il Quaresimale degli adolescenti e giovani cattolici della Valsassina che si sono ritrovati a Premana per una riflessione sui temi della povertà materiale, morale e spirituale. Ad organizzare il momento di preparazione alla Pasqua la Pstorale Giovanile della Valsassina guidata da don Marco Zanotti. Ad ospitare gli oltre 70 ragazzi il Gruppo Adolescenti di Premana. Il ritrovo è stati nella

piccola chiesetta di sant’Antonio dove i giovani hanno assitito alla proiezione del video sull’iniziativa di don Angelo Bellati a Lusaka in Zambia. Poi il gruppo si è trasferito a piedi nella chiesa dell’Immacolata dove sono state proiettate delle testimonianze di persone che hanno vissuto la povertà morale in particolare riferita alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti che tutto annullano e tutto tolgono.

La riflessione si è conclusa nella parrocchiale di san Dionigi dove monsignor Maurizio Rolla ha raccontato un episodio vissuto dal sacerdote 25 anni fa in occasione di una visita del cardinale Martini in India sottolinendo che spesso possano convivere tutte e tre queste povertà sanza individuarne i confini tra una e l’altra e come sia difficile individuarle nella società di oggi che tende a mascherarle e a nasconderle. Il Vicario ha raccontato dell’incontro con un gruppo di ragazzi indiani che vivevano a quattro zampe a causa a causa di una malattia che li costringeva ad assumere quella postura. Camminando come dai cani ma sono degli uomini con la loro dignità.

Al termine dopo la benedizione con la Croce quaresimale monsignor Rolla ha consegnato ai presenti l’immagine di papa Francesco con una parte del messaggio per la Quaresima in cui il Pontefice ha parlato proprio di “Ad imitazione del nostro Maestro, noi cristiani siamo chiamati a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle. La povertà materiale è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale. Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio, la sua diakonia, per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità. Nei poveri e negli ultimi noi vediamo il volto di Cristo; amando e aiutando i poveri amiamo e serviamo Cristo. Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri – spesso giovane – è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia! La miseria spirituale, che ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore. Se riteniamo di non aver bisogno di Dio, che in Cristo ci tende la mano, perché pensiamo di bastare a noi stessi, ci incamminiamo su una via di fallimento. Dio è l’unico che veramente salva e libera.Il Vangelo è il vero antidoto contro la miseria spirituale: il cristiano è chiamato a portare in ogni ambiente l’annuncio liberante che esiste il perdono del male commesso, che Dio è più grande del nostro peccato e ci ama gratuitamente, sempre, e che siamo fatti per la comunione e per la vita eterna. Il Signore ci invita ad essere annunciatori gioiosi di questo messaggio di misericordia e di speranza!”.


 

 




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