LA LECTIO DI DON GRAZIANO: LE NOZZE DI CANA



Dopo il suo battesimo,Gesù ricominciava la sua attività pubblica e continuava a manifestarsi. Già si è formato attorno a Lui un piccolo gruppo di amici e seguaci e con loro ed i familiari partecipa ad una festa di nozze. Ad un certo punto della festa, viene a mancare il vino, ma cosa piuttosto seria in un pranzo di nozze, la madre di Gesù se ne accorge e col suo intervento, Gesù compie il suo primo miracolo: trasforma l’ acqua in vino.

Il Vangelo di questa domenica ci racconta questo.

Compiuto il miracolo , l’evangelista conclude : con questo segno , Gesù manifestò la sua gloria ed i suoi discepoli credettero in Lui.
Come dobbiamo vedere il miracolo di Gesù? Il miracolo che segno ha?

I miracoli non hanno lo scopo di stupire, di fare colpo e nemmeno quello di sollevare da qualche miseria. Se fosse così, i miracoli non dovrebbero mai finire! Ma hanno lo scopo di essere dei segni cioè parlano all’ intelligenza e suscitano la fede.

Allora , oggi, cerchiamo di capire il significato di questo primo miracolo di Gesù.

Non pensiamo che sia stato fatto a caso,in circostanze quasi banali. Ha un significato molto vasto. Getta una luce su tutta la missione di Gesù.
Il vino è sempre stato considerato un prodotto di eccezionale importanza , perché è buono , piace e anche per i suoi effetti.
Gli agricoltori che mi ascoltano, sanno anche che la riuscita del vino dipende anche dall’ andamento delle stagioni e dal loro lavoro.
Nella Bibbia il vino , perciò , è stato visto con un senso religioso, è un segno della benedizione di Dio, e nello stesso tempo è anche la collaborazione che l’ uomo dà a Dio per produrre qualcosa.
Lo diciamo anche nella Messa, quando il sacerdote presenta a Dio il vino, lo ringrazia per questo frutto della vita e del lavoro umano.
Daltra parte tutti sappiamo che un po’ di vino dà gioia, rallegra il cuore , fa dimenticare i dispiaceri . Per questo il vino è anche il segno dell’ amicizia, della gioia e dell’ amore, della sapienza e della conoscenza di Dio. Dio che parla ed istruisce gli uomini,nella bibbia,è raffigurato come colui che imbandisce una tavola, prepara il vino ed invita tutti a partecipare al banchetto che Egli imbandisce.
Allora il fatto che non vi sia più vino, sta ad indicare che non c’è gioia,non c’è conoscenza di Dio.

Dio tace e noi siamo tristi. Di chi è la colpa?Non certo di Dio . Nella Bibbia Dio è raffigurato come colui che coltiva la suu vigna, pianta le sue viti in un terreno fertile, ne ha cura , le pota,e nonostante queste cure di Dio,la vigna rimane infruttuosa. La vigna siamom noi che non corrispondiamo all’ azione , al lavoro di Dio. Gesù è venuto proprio per impedire che l’umanità sia come una vigna devastata, senza Dio. Gesù che cambia l’acqua in vino in un pranzo di nozze, si presenta come lo sposo; è lo sposo infatti che deve procurare il vino. La famiglia a cui Gesù partecipa nella festa di nozze, diventa il simbolo di un amore più grande,che è l’ amore di Dio per l’ umanità.

La famiglia terrena è un’ immagine , è un segno dell’ amore di Dio. Infatti tra gli sposi si stabilisce un rapporto di amore tutto particolare; esso è intimo,stabile e fedele. Sono queste le qualità anche dell’ amore di Dio. Con la sua nascita e la sua morte , Gesù ha celebrato le sue nozze con l’ umanità, perchè ha stabilito con lei un rapporto intimo,tanto che ha preso su di sé tutta la nostra condizione umana , un rapporto definitivo. Infatti , anche dopo la morte , Gesù ha voluto con sé il corpo avuto da Maria nella sua nascita e lo ha portato con sé nel Regno del Padre. Il rapporto è fedele, infatti è venuto a cercarci, a dare la sua vita per noi , si è unito in un modo stretto e definitivo con noi e continua ancora ad assisterci e a nutrirci.
Questa realtà la vedremo ancora rappresentata al termine della sua vita, sulla croce: un po’ prima di morire un soldato aprì il cuore di Gesù e da quel cuore uscirono le ultimr gocce di sangue e di acqua. Nel sangue è raffigurata proprio la vita, è il sangue che nutre e sostiene la vita.

Morendo ,Gesù ,ha voluto così dimostrare che Egli è sempre vivo ,sempre unito a noi.

Gesù è anche il vino nuovo:vino nuovo è soprattuttto l’amore che ci ha dimostrato,un amore disinteressato che lo ha porato a morire per tutti gli uomini.Vino nuovo è la sua dottrina;vino nuovo è il suo spirito che infonde in noi, uno spirito che ci porta ad imitarlo, a rendere presente ancora oggi tra noi la sua persona. Vino nuovo è soprattutto il suo sangue:Gesù al termine della vita, in un altro banchetto , compirà un’ altra trasformazione ancora più grande: prenderà una coppa di vino, la darà ai suoi amici e dirà : “Questo è il mio sangue”:Egli ci invita a bere questo vino che contiene la sua vita ed il suo amore, affinché siamo uniti a Lui e possiamo giungere con Lui alla patria del cielo, come una festa senza fine con Dio.

Gesù , dunque , è lo sposo, il vino nuovo, è la vita. Con questo miracolo Gesù indica la realtà nuova che ha portato:la realtà nuova è la certezza che Dio ci vuol bene, è la certezza che siamo uniti a Lui,e che siamo portati al nostro destino ultimo da Lui.

Se la nostra vita assomiglia qualche volta ad un malinconico pranzo di nozze in cui manca il vino, manca la gioia, manca la speranza, questo non dipende dalle difficoltà che noi incontriamo, ma dipende dal fatto che manca Gesù , manca nuovo vino di cui ci parla il Vangelo!
 

Don Graziano vicazio parrocchiale

Rito Ambrosiano
Gv 2, 1  – 11

 

 

 




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