LA LECTIO DI DON GRAZIANO: E’ L’ORA DELLO SPIRITO



Lo Spirito Santo, eterno dimenticato il meno pregato, – notate il paradosso – neppure bestemmiato. Avete mai sentito bestemmiare il nome dello Spirito Santo? E’ la Persona dimenticata, eppure è Dio in mezzo a noi. Che cosa è capitato quel giorno di Pentecoste? Ecco il fatto: Gesù aveva a più riprese promesso lo Spirito Santo agli Apostoli, e lo Spirito Santo poteva essere in mezzo a loro in qualunque modo, però siccome noi siamo uomini e Dio sa come siamo fatti, siamo sensibili, fatti di anima e corpo, spesso abbiamo bisogno di vedere sensibilmente anche le realtà più nascoste.

Abbiamo bisogno di capire, di andare a penetrare attraverso i segni sensibili le realtà che sfuggono invece alla nostra sensibilità. Ecco perché avvenne questo miracolo, lo Spirito Santo che si presentò sotto forma di fuoco, di lingua di fuoco, lo Spirito Santo non è fuoco, ma il fuoco rappresenta e simboleggia la missione dello Spirito Santo in mezzo a noi il fuoco della Divinità, della grazia, dell’amore, insomma Dio!

Dio che sta in mezzo a noi. E’ difficile da spiegare, da capire, anche perché fino in fondo non posso capire neppure io, trattandosi di un Mistero. E’ difficile campire fino in fondo che cosa significhi tutto questo. Ma ecco, quando qualcuno di noi mette in dubbio l’esistenza di Dio, o meglio ancora, quando qualcuno di noi non pensa neanche che Dio esista, e vive come se Dio non esistesse, fa uno sfacelo di tante ragioni, forse da una educazione ricevuta, o da certe delusioni, oppure da certi scandali subiti, magari da uomini religiosi o da persone che dovevano dare una testimonianza di fede, di coerenza di vita, che invece non hanno data.

Per tutte queste ragioni, e per tante altre, molti uomini o non credono, o vivono come se Dio non esistesse. Come si fa a convincere che Dio esiste? E’ difficile, forse ci vuole un intervento di Dio stesso.

Io però sono sicuro di una cosa, e vorrei in qualche modo riuscire a trasmettervi questa sicurezza: che Dio è in mezzo a noi, e la festa di oggi, della Pentecoste, ci ricorda questo fatto. Lo Spirito Santo vive tra noi, lo Spirito Santo dà senso alla nostra vita, lo Spirito Santo agisce tra noi, anche se noi non ce ne accorgiamo. Noi ne vediamo i frutti. Si dice che lo Spirito Santo può essere paragonato al vento, il vento non si vede, però si vedono le foglie degli alberi che si muovono, si vedono gli effetti. Un paragone per capire un po’ cosa significa la presenza dello Spirito Santo in mezzo a noi: perché gli uomini sono buoni o cattivi? Perché gli uomini fanno atti di eroismo non soltanto in campo religioso, ma anche in campo semplicemente umano? Non è forse Dio la fonte di ogni bene, e non è quindi questo un segno della presenza dello Spirito Santo?

Gesù ci regala lo Spirito Santo perché lo Spirito Santo porti in noi dei frutti, che noi possiamo cammunicare agli altri. Ciascuno di noi può portare lo Spirito Santo, anche chi non crede può portare lo Spirito Santo agli altri, anche se non lo sa, anche se non vogliono. Ma i Cristiani hanno questa responsabilità, perché lo sanno, e sono diversi, e perché devono ogni giorno ricordarsi di questo: che sono portatori dello Spirito Santo.

Don Graziano vicario parrocchiale
Solennità di Pentecoste – 24 maggio 2015 – Rito Ambrosiano
Gv 14, 15-20

 

 

 

 




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