PASTURO DICE ADDIO ALL’UNIONE. MARINELLO MANZONI DÀ DEL “PIFFERAIO” AD AGOSTONI E INVOCA L’ISIS



PASTURO – Il Comune di Pasturo ha detto addio ieri sera in consiglio all’Unione dei Comuni. I consiglieri di maggioranza hanno votato a favore del recesso del paese di centro Valle che dovrà ora cercare degli accordi con altre amministrazioni (presumibilmente quelle dell’Altopiano) per adempiere agli obblighi di legge in materia di servizi associati.

Guido Agostoni, sindaco di Pasturo ha sintetizzato e messo in evidenza quali siano stati i problemi che negli ultimi anni si sono presentati all’interno dell’Unione, soprattutto il fatto che alcune questioni imponevano all’ente dei cambiamenti radicali per sopravvivere e in particolare per mantenere e sviluppare le funzioni tipiche dell’Unione senza eccessivi aggravi di tipo economico.

“Con l’ultima tornata elettorale, molte amministrazioni all’interno dell’Unione sono cambiate; dopo le elezioni abbiamo condiviso con i nuovi arrivati e con quelli rimasti di riprendere le conversazioni per trovare le migliori soluzioni per l’ente e abbiamo concordato degli incontri col supporto di esperti” ha affermato Agostoni “ma al primo di tali incontri a settembre del 2014, Adriano Airoldi (sindaco di Introbio) si è presentato dicendo che al di là degli approfondimenti da fare, il suo Comune aveva deciso di uscire dell’Unione”.

La decisione di Airoldi è per Agostoni legittima ma, ha detto il primo cittadino pasturese, “occorreva una maggiore pazienza e disponibilità  per trovare insieme le soluzioni ai problemi”. Ai tempi, ha ricordato Agostoni, perfino il sindaco di Cortenova aveva proposto di spostare il termine per l’eventuale recesso (fissato alla fine di settembre) per dare tempo a chi voleva uscire di ragionare, ma nemmeno questa proposta è stata accolta dall’amministrazione introbiese.

Agostoni avanza non solo critiche all’Unione ma dà atto che nel 2015 i sindaci dell’Unione stanno facendo un bel lavoro, nonostante le difficoltà, “gli incontri che ci sono stati si sono svolti in un clima di reciproca stima” ha commentato il primo cittadino di Pasturo.

Per quanto riguarda l’uscita di Pasturo dell’Unione, Agostoni ha detto che l’argomento girava già da parecchio tempo e se ne era parlato pure in campagna elettorale, quando si accennava ad una ridefinizione dei rapporti con gli altri Comuni per trovare accordi sui servizi associati – e questo avrebbe portato sicuramente alla collocazione di Pasturo con i paesi dell’Altopiano.

“Con i Comuni dell’Altopiano condividiamo già diverse realtà, come l’appartenenza alla Comunità Pastorale che ha riunito le 5 parrocchie, la scuola media media frequentata dai ragazzi pasturesi e le diverse manifestazioni che si svolgono nel fondovalle fra Pasturo e Barzio”.

Anche la vocazione turistica di Pasturo è più affine alla realtà dell’Altopiano che al resto dei Comuni, e soprattutto, una delle cose che hanno messo in condizioni l’amministrazione Agostoni di chiedere l’uscita dell’ente è stato il fatto che il recesso di Introbio ha provocato una discontinuità territoriale difficile da colmare.

Agostoni, prima di chiedere il voto ai consiglieri presenti in aula per determinare il recesso di Pasturo dall’Unione ha ringraziato i sindaci e gli operatori dell’Ente che si appresta a lasciare, e ha annunciato che si stanno perfezionando gli accordi con altri Comuni per garantire un futuro al personale dell’Unione, assunto senza tener conto dello statuto dell’Ente, affermando che su questo argomento si spera che Introbio riconosca i propri impegni.

Prima del voto è intervenuto il capogruppo di minoranza Marinello Manzoni il quale ha fatto una domanda secca: perchè usciamo ? “Non ho capito perché si esce, se l’Unione funziona anche non al cento per cento, perchè dobbiamo recedere ?” ha chiesto l’ex sindaco di Pasturo e cofondatore dell’Unione stessa.

“Qua si sta tornando al medioevo se si pensa di argomentare l’uscita di Pasturo con delle questioni religiose, non si può giustificare il recesso dicendo che con l’Altopiano condividiamo la comunità pastorale, noi siamo un Comune e non un oratorio” ha aggiunto Manzoni, affermando che argomenti del genere fanno soltanto alimentare la possibilità dell’arrivo dell’Isis.

“L’amministrazione Agostoni sta sbagliando e questo porterà in un futuro al commissariamento del Comune, non si può andare avanti con discorsi da pifferaio, stiamo andando fuori dalla legge (Manzoni si riferiva al fatto che in quasi due anni di amministrazione il Comune di Pasturo non avrebbe adempiuto agli obblighi di legge per quanto riguarda molte funzioni associate e ha portato alla luce una circolare del Prefetto inviata a tutti i comuni della Provincia, compreso Pasturo, nella quale si invitavano le amministrazioni ad adempire agli obblighi di legge in materia, n.d.r.)”

Immediata la replica di Agostoni che ha ringraziato Manzoni per avergli dato dal “pifferaio” e ha detto che la lettera del Prefetto era un atto dovuto: “La questione associativa non funziona da nessuna parte in Italia, il modello proposto non è più adatto e lettere come quelle inviate dal Prefetto continueranno ad arrivare e non solo a noi”. Agostoni ha ribadito che gli accordi con i Comuni dell’Altopiano non ci sono ancora me che si sta lavorando per raggiungerli.

 




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