PARCO DELLE BETULLE, IL SINDACO DI MARGNO: “SIAMO RIMASTI SOLI, ORA BASTA. NON METTEREMO ALTRO DENARO”



MARGNO – “Non ha ancora un nome (ma piace l’idea del “Parco del Pian delle Betulle”), intanto registra la prima inaugurazione con tanto di taglio del nastro e presenze di autorità varie. L’area faunistica dell’Alta Valsassina, fortemente voluta dalla Comunità Montana, fa segnare un passo avanti con l’apertura di una struttura destinata a fungere da punto di riferimento per scolaresche, insegnanti, appassionati esperti e semplici amanti della natura”.

parco betulle taglio nastroCosì scrivemmo il 25 luglio 2012 in occasione del taglio del nastro all’Osservatorio faunistico dell’Alpe Ombrega, a Casargo, primo passo del progetto “Parco Faunistico delle Betulle” tornato alle cronache per il tentativo di catturare gli ungulati con tanto di morte di una cerva. Tutto in circostanze ancora da chiarire.

Il progetto, avviato nel 2007, ripartì nel 2011 dopo un periodo di stallo, coinvolgendo le amministrazioni di Margno, Casargo e Crandola, la Provincia di Lecco e la Comunità Montana della Valsassina e Valvarrone. Ecco nel video l’arrivo dei due caprioli.

“Un esempio concreto di offerta per il turismo sostenibile, quota consistente ed in rapida ascesa della domanda turistica, per offrire ottime possibilità di sviluppo ad un’area come quella interessata dall’intervento”. Parole sempre dell’estate 2012, intrise di un ottimismo che oggi scorna – è il caso di dirlo – con la condizione attuale descritta senza giri di parole dal sindaco di Margno Giuseppe Malugani: “un grosso problema, un parco faunistico mai decollato, danno d’immagine ed economico, situazione al limite della follia“.

KWA cooperativa betulleLa gestione delle due strutture, Osservatorio e Parco, venne all’epoca affidata alla cooperativa sociale KWA Kusaidia di Galbiate, che realizzò gli arredi e rese l’intero ambiente fruibile anche da scolaresche e disabili. Sulle modalità di svolgimento dei lavori intervenne però la magistratura, e la macchina del parco tardò ancora a mettersi in movimento.

Si arrivò così allo scorso aprile, attorno al giorno 20, quando la cooperativa KWA informò il comune di Margno che dal primo maggio 2015 avrebbe rinunciato alla gestione del parco, e con esso ha abbandonato a loro stesse le bestie ospitate. “La KWA ora è in fallimento, ha mandato una lettera al comune ed è sparita. Cosa possiamo fare noi?” si chiede il sindaco Malugani. “Siamo proprietari del terreno – continua il primo cittadino – ma gli animali non sono del Comune: appartengono alla Provincia, che ne acquistò un paio per avviare il parco, e alla cooperativa che non c’è più”.

parco betulle cervi 3Nonostante non gli competesse, il Comune ha incaricato un agricoltore di portare fieno per cervi e caprioli e mantenere in ordine la struttura. “Da aprile ad oggi per sostituirci alla cooperativa l’amministrazione avrà speso circa 2.500 euro, per cibo, corrente, manutenzione…” spiega Malugani, che ora però non è più disposto ad occuparsi degli animali. “Adesso basta, il Comune non può mettere altro denaro su questa storia, soprattutto perché siamo rimasti soli, nel totale silenzio degli altri enti pubblici interessati. Adesso arriva l’inverno, e con la neve e il ghiaccio non voglio la responsabilità di mandare tutti i giorni una persona al parco”.

“L’area ha un grande potenziale, per non mandare a rotoli tutti questi anni di investimenti e progetti il comune vorrebbe trasformarla da parco faunistico a parco didattico. Non manca nulla, ma per ripartire non possono esserci animali. Proprio per questo siamo in contatto col liquidatore dei beni della KWA: lui ha trovato un’azienda agricola in grado di farsi finalmente carico dei cervi. E proprio domenica li avrebbero dovuti trasferire dal parco alla loro tenuta”.

La morte della cerva, e le insistenti segnalazioni di numerosi cittadini riguardo ai metodi di cattura, hanno ora riportato la situazione in stallo. Gli animali per intanto sono ancora all’interno del parco e con ogni probabilità verrà aperta un’indagine per far luce sull’intera vicenda. Il parco, faunistico o didattico che sia, attenderà.

Cesare Canepari

 




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