LA LECTIO DI DON GRAZIANO: LE NOZZE DI CANA



Il Vangelo di questa domenica narra l’ episodio commovente del miracolo di Cana. Gesù è invitato ad un banchetto di nozze. É piacevole vedere Gesù partecipare ad una festa di gioia e di allegria.

A dispetto di tutti gli slogan dei laicisti e dei libertini, Gesù non è quel triste seminatore di croci e di dolori come essi dicono. Il Signore si trova nel fulgore dei suoi 30 anni!

Al culmine della giovinezza, bellezza e armonia si fondono in Lui.

Vediamo Gesù seduto a tavola per benedire l’amore di due giovani sposi; Gesù con la sua presenza santifica l’unione dei due coniugi.

E proprio per questi giovani sposi Gesù compie un miracolo, il primo della sua vita pubblica.

Lo compie per salvare il prestigio degli sposi, per la preghiera della sua mamma,per offrire un segno esterno della sua missione , per rivelarsi ai suoi discepoli, alla gente e al mondo.

Ma il miracolo che Gesù compie a Cana, resta e resterà sempre un miracolo di carità e di amore per i poveri, i bisognosi, per tutti i poveri Lazzari di questo mondo.

La carità non consiste tanto nel dire , quanto nel fare: Gesù non ha parlato molto a Cana, ma ha fatto il miracolo, ha aiutato quella gente che si trovava in difficoltà .

Con questo miracolo Gesù sta ad indicare la realtà nuova che Egli ha portato e questa è la certezza che Dio ci ama, è la sicurezza che siamo uniti a Lui, e che siamo portati al nostro destino ultimo da Lui.

Se la nostra vita assomiglia qualche volta ad un malinconico pranzo di nozze in cui manca il vino, cioè manca la gioia, manca la speranza, questo non dipende dalle difficoltà che incontriamo, ma dipende dal fatto che manca Gesù, manca quel vino nuovo di cui ci parla il Vangelo: Gesù è il vino nuovo dell’umanità vino nuovo è il suo amore che ci ha dimostrato, un amore che lo ha portato a morire per tutti gli uomini.

Vino nuovo è il suo Vangelo con il quale ci istruisce e ci fa capire il senso della vita.

Vino nuovo è lo Spirito che Lui, Gesù infonde in noi , uno spirito che ci porta ad imitarlo, a rendere presente ancora oggi tra noi la sua Persona.

Vino nuovo è soprattutto il suo sangue: Gesù al termine della vita , in un altro banchetto compirà un’ altra trasformazione ancora più grande be sconvolgente : prenderà una coppa di vino, la darà ai suoi amici e dirà: “Questo è il mio sangue sparso per voi“ e Gesù ci invita a bere questo vino che contiene la sua vita e il suo amore, affinché siamo uniti a Lui, e possiamo con Lui , arrivare a quella patria che è anch’essa raffigurata come un grande banchetto, come una festa senza fine con Dio.

don graziano primalunaDon Graziano
vicario parrocchiale

Seconda domenica dopo l’Epifania
15 gennaio 2017
Rito Ambrosiano – Ciclo A
Gv 2, 1 – 11

 

 

 

 




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