QUESTIONE DEPURATORE, GLI ARTIGIANI DI PREMANA: “FALSO DIRE CHE SCARICHIAMO ZINCO, SEMPLICEMENTE NON LO USIAMO…”



PREMANA – Sono a dir poco arrabbiati, gli artigiani premanesi, alla luce delle dichiarazioni dell’ex n. 1 di Idroservice Gianfranco Castelli a proposito della annosa polemica su presunti sversamenti di zinco nel depuratore del paese – appunto da parte aziende artigianali.

“Il Distretto produttivo di Premana di forbici e coltelli – annotano – dà lavoro a più di 400 persone ed è una eccellenza produttiva italiana che, nel 2016, ha esportato oltre il 92% del suo fatturato (12 milioni di articoli da taglio prodotti), in più di 28 paesi al mondo. Il Signor Gianfranco Castelli, ex Amministratore di Idroservice ed ex Sindaco di Lomagna, avrebbe quindi ora il tempo per esercitare l’arte del rispetto e della riflessione prima di impegnarsi in dichiarazioni opinabili. Se ritiene, come ha affermato, che “ ci sono… singoli artigiani che realizzano forbici e coltelli in nero negli scantinati. E spesso tutti loro immettono in rete zinco…”, avrà sicuramente le prove di quanto sostiene e potrà procedere presso le autorità competenti”.

“Dovrebbe inoltre sapere – incalza una nota del Gruppo Artigiani di Premana -, da Ingegnere quale è, che i singoli artigiani produttori, durante le fasi di lavorazione di forbici e coltelli, non effettuano alcun processo interno di zincatura propriamente detto e quindi non vi è alcuna possibilità che essi possano immettere direttamente in rete scarichi di zinco: semplicemente perché non lo usano. Le Aziende del distretto di Premana hanno sempre collaborato in modo attivo e trasparente con tutte le autorità competenti per isolare e individuare chi non rispettasse la legge e hanno investito in questi anni, ognuna, diverse decine e centinaia di migliaia di euro in impianti e sistemi per adeguarsi alle normative ambientali”.

“Di certo ci sono invece questi due fatti – attaccano infine gli artigiani -: le tariffe imposte alle Aziende sulla depurazione e sul consumo di acqua nel frattempo sono invece aumentate anche di 10 volte nel corso di questi ultimi anni, in singolare sincrono parallelo aumento ai carrozzoni e alle poltrone di burocrati e politici proliferate sul circo della gestione pubblica dell’acqua: spettacolo ovviamente gratuito perché tutto “volontariamente” offerto (fino a quando le Aziende poi chiudono) da questo iperbolico incrementodelle tariffe. Mentre i soldi per la unica vera cosa che i gestori e titolari della rete idrica e di depurazione avrebbero dovuto fare, ovvero il nuovo depuratore di Premana con le sezioni separate per gli scarichi civili e industriali, sono, ovviamente, finiti”.




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