UNA GITA IN MONTAGNA FINITA IN TRAGEDIA: LA RELAZIONE DELLE GUIDE SUI FATTI DI ZERMATT



SVIZZERA – Finito nel peggiore dei modi l’incidente avvenuto nei giorni scorsi sulla Haute Route Chamonix – Zermatt, in cui hanno perso la vita la guida alpina lombarda Mario Castiglioni e alcuni suoi clienti.

Secondo la ricostruzione delle guide alpine, il gruppo era partito dalla Cabane des Dix come da programma e nei tempi previsti per un regolare svolgimento della gita: le condizioni della neve e le previsioni meteo non erano delle migliori, ma permettevano comunque di compiere il percorso. Fino alle 9.30 circa il meteo è stato buono con ottima visibilità, come dimostrano le foto scattate da alcuni scialpinisti poi travolti nella tragedia: tuttavia nell’arco di pochi minuti è subentrata una tempesta molto violenta, con temperature molto al di sotto dello zero e venti oltre i 100 km orari.

Mario Castiglioni è stato ritrovato più sotto rispetto al resto del gruppo: è stato il primo a morire nella tragedia, non si sa se per il freddo o per una caduta o per entrambe le ragioni. Il gruppo era perfettamente attrezzato per l’itinerario dal punto di vista dell’equipaggiamento, la guida alpina aveva con sé tutti i dispositivi necessari per la sicurezza: Gps, telefono satellitare e smartphone con carta topografica svizzera.




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