EQUITAZIONE INTEGRATA: QUANDO L’AUTISMO NON È UN OSTACOLO. AL “FLO RIDING” UN PRIMO APPROCCIO PER FUTURI ISTRUTTORI



INTROBIO – Avevamo già incontrato Giulia, titolare della FloRidingSchool, nel dicembre dello scorso anno per farci raccontare e vedere con i nostri occhi la passione che ha spinto la cavallerizza milanese ad aprire ad Introbio la sua scuola di equitazione integrata. Importanti novità hanno permesso a Giulia di espandere il suo operato in termini di numeri e varietà: oltre ai corsi privati e ai ragazzi della cooperativa le Grigne, ad oggi anche alcuni membri della cooperativa le Betulle hanno deciso di affidarsi alle sue lezioni.

Infatti nonostante le certificazioni ottenute in passato, come quella di tecnico EDA (equitazione per diversamente abili) di primo livello, la sua formazione non può dirsi affatto conclusa: “Amo quello che faccio e, come in ogni ambito, a maggior ragione in uno così delicato, non si può mai smettere di imparare“. La passione e la voglia di mettersi in gioco l’hanno quindi portata a partecipare, tra febbraio e marzo, a due workshop incentrati sull’analisi del comportamento degli affetti da autismo, in modo tale da studiare le variabili che ne influenzano i comportamenti sociali e individuare possibili strategie di intervento.

Durante questi meeting, Giulia si è avvicinata al metodo ABA, dall’inglese Applied Behavior Analysis (analisi applicata del comportamento), disciplina che applica i principi dell’analisi della condotta per ridurre i comportamenti disfunzionali dei ragazzi autistici in favore di altri più appropriati, nell’ottica di un miglioramento nei rapporti sociali. Grazie alle conoscenze acquisite, anche nella FloRidingSchool Giulia ha sperimentato il metodo ABA, riscuotendo ottimi risultati non solo su bambini autistici ma anche su diverse disabilità.

Viste le grandi soddisfazioni ottenute in quasi sei anni di lavoro non ci si può fermare qui, spiega Giulia e si rivolge a tutti coloro i quali hanno intenzione di provare a cimentarsi in questa attività come volontari, nello stesso modo in cui ha iniziato lei. Il margine di lavoro è ampio, i requisiti sono l’impegno e la buona volontà. Lei stessa si propone di tenere i corsi, opportunamente sostenuta da SEF Italia (Sport e Formazione). Perché un coinvolgimento di più persone incrementerebbe ulteriormente l’importanza e il lavoro di una realtà che ha ampiamente dimostrato di essere un’ottima risorsa sociale della nostra Valle.

G.G.

 

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