LA TESTIMONIANZA/SCARICA DI MASSI IN GRIGNETTA: TUTTA LA VERITÀ SUL DRAMMA SFIORATO LO SCORSO WEEKEND



GRIGNA MERIDIONALE – Sabato 24 agosto vi abbiamo raccontato di una scarica di massi caduta in prossimità della Piramide Casati in Grignetta, ferendo l’alpinista 57enne Ivano Zanetti, trasportato poi in elisoccorso all’ospedale Manzoni di Lecco.

Per fortuna il malcapitato originario di Volongo (CR), si trova ora in buone condizioni, ma situazioni di questo tipo potrebbero portare a finali ben più amari.

A distanza di quasi una settimana dall’accaduto, giungono nuove informazioni secondo cui la scarica di massi non sia stata frutto di un evento naturale, ma originata da un errore umano, forse a causa di alpinisti inesperti e disattenti. I due scalatori in questione, pare non si siano preoccupati minimamente del pericolo procurato, senza tantomeno informarsi riguardo alle condizioni dell’alpinista ferito – una volta diffusa la notizia.

Ivano Zanetti, il suo compagno di cordata e altri due scalatori sono poi riusciti a raggiungere il rifugio Rosalba, dove è intervenuto il Soccorso Alpino.

La montagna non è solo sport, ma soprattutto una palestra di vita – dice il diretto interessato –  prima ancora di imparare ad arrampicare, è necessario imparare a comportarsi con senso civico e responsabilità verso la montagna stessa, gli altri alpinisti e in ultimo se stessi e il proprio piacere. Ci sono regole non scritte ma insite tra gli appassionati di montagna che regolano le ascese di ogni tipo. Purtroppo il timore è che negli ultimi anni stiamo assistendo ad una drastica involuzione dell’alpinismo legata al fatto che le persone si approcciano a questa disciplina per moda o improvvisazione, con scarsa preparazione e poca coscienza.

Ciò che infatti hanno fatto i due scalatori non è semplicemente staccare un pilastro di roccia dallo spigolo di Vallepiana e creare una violenta scarica di sassi, ma creare un pericolo per diverse persone che poteva essere tranquillamente evitato usando la necessaria diligenza che appartiene a sport come l’arrampicata e l’alpinismo. Se infatti i due avessero adeguatamente letto la relazione dell’itinerario della via facile e storica che stavano salendo, si sarebbero accorti che il passaggio era in una parte solida e sicura della parete e non alla sua destra dove le rocce erano instabili e rischiose.

Oltre poi alla totale inesperienza tecnica che ha generato i danni alla montagna e alle persone, i due “rocciatori” hanno anche violato quelle regole non scritte di cui sopra. Si sono infatti eclissati non curandosi affatto di ciò che avevano provocato, del pericolo generato a 5 persone e dei danni fisici procurati all’alpinista poi recuperato in Elisoccorso.

 

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