DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA 5ª DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI



Il Vangelo di oggi sembra indicare il comportamento di un debole, un perdente. Certamente non esprime la logica del mondo. Anche se la confrontiamo con l’impegno educativo che è tanto vicino a noi, la parola di Gesù non ci sembra irrealistica, poco efficace? Ma se pensiamo che Gesù stesso ha vissuto questa parola prima di insegnarla a noi, allora essa esprime la forza dirompente di Dio nella logica di questo mondo.

Non è affatto un Vangelo per rinunciatari, ma per uomini che affrontano la violenza con la forza della giustizia, della verità e dell’amore: come ha fatto Gesù.

E’ talmente difficile da vivere questo Vangelo che verrebbe da dire: “Come può un uomo vivere così?”.
E Gesù potrebbe rispondere: “Ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio. Senza di me non potete fare nulla”. Vivendo nella sua vita questa parola, Gesù ha fatto breccia nell’avidità senza scrupoli di Zaccheo, nella delinquenza del ladrone sulla croce, nell’incredulità e insensibilità del centurione che lo ha crocifisso, nel tradimento di Giuda, nella paura e nel rinnegamento di Pietro.

Sono queste alcune durezze che compongono la vita degli uomini, e Gesù, in forza del suo stesso caricarsi del nostro male, ha incrinato in alcuni queste durezze facendo nascere propositi di cambiamento, lacrime di pentimento, preghiere, Il cambiamento che Gesù vuole operare non è un cambiamento esteriore o di cose, ma è un cambiamento delle coscienze che rigeneri l’uomo e, di seguito, ogni aspetto della vita umana.

Con la parola di oggi, Gesù chiede ed affida a noi di continuare nel mondo questa sua opera di cambiamento, di redenzione e di salvezza.

E’ questa la via che Gesù traccia per la sua Chiesa: non quella della potenza, ma quella della mitezza non disgiunta però dalla verità e dalla giustizia.

In particolare: la giustizia che dobbiamo avere è quella libera da ogni presunzione, che conserva sempre viva la memoria del perdono che abbiamo ricevuto e che ci rende capaci di misericordia con gli altri, non sempre pieni di giudizi, di critiche e di condanne.

Certo è duro vivere questa parola perché già noi siamo profondamente inclinati verso il cedere alla paura, il
scegliere l’indifferenza, il cercare il nostro comodo o interesse.

Ma questo è adeguarsi alla mentalità del mondo.

Accogliere il Vangelo di oggi significa volere essere con Gesù in questa sua fatica di far nascere, in questo nostro mondo, il suo Regno.


Don Gabriele
vicario parrocchiale

 

 




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