MARIA REGINA DEI MONTI: NELLA FESTA PER I 70 ANNI DI SACERDOZIO DI DON ALFREDO



CREMENO – 3 giugno… che cosa succede? Una giornata colma di emozione: esattamente settanta anni fa, nel Duomo forse un po’ diverso da come lo vediamo oggi, un giovane don Alfredo veniva ordinato sacerdote della Chiesa Milanese.

E chi è don Alfredo?
Forse prima di dire chi è don Alfredo sarebbe bello dire chi è il prete. La Valsassina sta vivendo anni di grazia: nel 2018 l’Ordinazione di don Gianmaria destinato poi a Barzio, nel 2019 l’Ordinazione di don Paolo (originario proprio di Barzio), a novembre il quinto anniversario di Ordinazione diaconale di Fabrizio, il prossimo settembre l’Ordinazione sacerdotale di don Marco, originario di Introbio. Diceva san Giovanni Maria Vianney, il curato d’Ars, che il prete è un uomo che tiene il luogo di Dio. Noi senza il dono del sacerdote non avremmo il Signore. Innanzitutto il prete è un uomo. È colui che guida la comunità, che invita a fare comunione alla mensa di Cristo, è l’amico che mi ascolta, con il quale mi confronto nel massimo rispetto senza mai sentirmi giudicato. È un fratello, ma anche un padre amorevole. È padre, fratello, figlio di tutte le famiglie e non solo della sua comunità ma di tutta la comunità cristiana e se ne assume tutta la responsabilità. È l’uomo che parla dell’Amore, dell’amore perfetto, quello di Dio per ciascuno di noi, dell’Amore esclusivo; mi parla della realtà, della famiglia, della società, si arrabbia per quello che non va. Il prete è colui che prega per me e che mi chiede con immensa umiltà di fare lo stesso per lui, tanto da farmi sentire l’impegno della preghiera come un appuntamento al quale non posso mancare. È un uomo di Dio!

Passiamo ora a don Alfredo. Beh, ci sarebbe tanto da dire! Come dicevo poco fa, è un prete. Un uomo, che nella forza e nella fragilità, ci dona, da settanta anni, il Signore. Un uomo innamorato di Gesù. Un uomo che serve la Santa Chiesa. Don Alfredo nasce a Grezzago (MI) il 4 settembre del 1925. Desideroso di donare la propria vita a Gesù, entra nel seminario diocesano e, il 3 giugno 1950, viene Ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Beato Cardinal Alfredo Ildefonso Schuster. Diverse sono state le destinazioni del giovane don Alfredo: dapprima viceparroco a Santo Stefano Ticino, poi parroco a Bernate San Paolo, poi parroco a San Bartolomeo Valcavargna, poi parroco di Barzio. Dopo aver rinunciato a Barzio, della cui parrocchia aveva preso possesso il 7 settembre del 1969, don Alfredo nel 2010 si trasferisce a Ballabio fino al 2014 e poi a Cremeno.

L’incontro tra Don Alfredo e Papa Francesco

Dici che il prete è l’uomo che parla dell’Amore. Immagini un mondo senza preti?
Ci risulta difficile immaginare un mondo senza preti. Non occorre lanciare oltremare lo sguardo alle lontane terre di missione, basta rivolgerlo alle nostre parrocchie, focalizzando l’impegno costante dei nostri bravi preti: cercare di far crescere la comunità, far riscoprire i valori del Vangelo, ma prima di tutto “fare comunità”. Preti che attraverso un confessionale esplorano il mondo delle anime, preti che ci sostengono nel momento del bisogno e che reputano il mondo troppo piccolo per esprimere l’ansia di farsi messaggeri del Vangelo, preti che ci educano alla vita!

Barzio, cittadinanza onoraria a don Alfredo Comi

E chi è stato ed è don Alfredo?
Certamente una domanda non semplice. Rispondiamo citando quello che scrisse l’amico Andrea, ex Sindaco di Barzio, in occasione del conferimento a don Alfredo della cittadinanza ordinaria: “Il 2 marzo del 1969 la nostra Comunità accoglieva il nuovo Parroco, un giovane don Alfredo Comi, che, come don Pietro Tenca che lo aveva preceduto a Barzio, giungeva dalla Val Cavargna. In questi 50 anni, di cui 41 in mezzo a noi come Parroco, don Alfredo ha saputo costruire, con fede e fatica, innumerevoli opere e testimonianze che hanno fatto la Storia del nostro paese. Tra le numerosissime opere, le più importanti e quelle a cui don Alfredo è più affezionato, non possiamo non ricordare la nuova Scuola dell’Infanzia S. Alessandro, il portale bronzeo, la Via Lucis, il Monastero del Carmelo e le numerose pubblicazioni sulla storia di Barzio, Concenedo e Bobbio. Ma l’opera e la testimonianza più importante che don Alfredo ha costruito e continua a costruire, da “umile lavoratore nella vigna del Signore”, è l’insegnamento, a generazioni di Barziesi, delle cose semplici e vere della vita Cristiana. L’intera comunità di Barzio ricorda e ringrazia sempre con affetto don Alfredo per questi 50 anni di cammino insieme sulla stessa strada, la strada della fede, della gioia e della speranza.

Il cardinal Martini a Barzio accompagnato da don Aldredo

Samuele, come concluderesti questa intervista?
Certamente con un sentimento di gioia, come dicevamo poco fa. Credo che in tutte le persone che abbiano incontrato don Alfredo ci sia la gioia e la riconoscenza. L’incontro con don Alfredo non passa mai, in nessuno, inosservato. Sono tanto grato a don Alfredo per la bontà con cui mi è stato accanto in questi anni e l’amore con cui mi ha fatto, certamente, crescere. Mi sono chiesto in quale modo segnare nel tempo questo evento e ho cercato di rispondere lavorando ad un inno in onore di Maria Regina dei Monti. Forse non tutti lo sanno, ma fu don Alfredo nel 2010 a dare questo nome alla Comunità Pastorale che avrebbe riunito le cinque Parrocchie della Valsassina meridionale.

Visita a Bobbio del cardinal Tettamanzi

Proprio in occasione del settantesimo anniversario di Ordinazione di don Alfredo, rendo pubblico questo semplice inno con il desiderio di – citando le parole dell’inno – “sentirci sempre fratelli uniti e in cammino”. Attraverso questo inno desidero ringraziare, anzitutto, Colui che ci tiene uniti; ringrazio, poi, don Alfredo, maestro di autentico amore, ringrazio il Parroco della comunità, don Lucio, per l’impegno che da dieci anni mostra per rendere le cinque comunità una sola famiglia, ringrazio ogni prete della Comunità Pastorale: don Agostino, don Antonio, don Ettore, don Gianmaria, don Vittorio e il diacono Fabrizio per l’impegno e l’esempio che, quotidianamente, ci offrono.

S. B.

 

 

 

 




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