DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE/DOMENICA DEL BATTESIMO DI GESÙ



La Liturgia di oggi riprende una manifestazione già ricordata nel giorno dell’Epifania: il Battesimo di Gesù. Gesù viene al Giordano per farsi battezzare da Giovanni, scende nell’acqua come qualsiasi uomo, si abbassa e si umilia come i peccatori che vengono per convertirsi, fino al punto, come dirà S.Paolo, da non considerare un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, divenendo simile agli uomini.

Risalendo dall’acqua, ecco la voce che viene dal cielo e che lo rivela come Figlio di Dio: “Tu sei il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento”, il Figlio che ho inviato perché si compia la promessa annunciata nei secoli dai profeti, come abbiamo ascoltato anche oggi nella prima lettura, dal profeta Isaia.

Nella pagina di Paolo emerge ancora una volta come la salvezza di Gesù per noi si sia compiuta attraverso la sua carne, il suo corpo: “grazie al sangue di Cristo”, “per mezzo della sua carne”, “per mezzo della Croce”.

Gesù, scendendo nel Giordano con gli altri uomini peccatori, esprime la sua volontà di farsi carico, nella sua persona, di tutto il nostro male per ricondurci alla riconciliazione e alla pace: “per la sua piaghe noi siamo stati guariti”.

Cosa dice a noi questo Vangelo?

Ancora una volta dice che l’uomo non si salva da sé.

Se il Battesimo di Giovanni esprimeva l’invocazione dell’uomo ad essere salvato, è il Battesimo di Gesù che esprime e realizza il chinarsi di Dio su di noi che ci rende suoi figli, donandoci il suo Spirito.

In particolare, la verità del nostro rapporto con Gesù si verifica dalla fraternità che fa sorgere fra noi.

E’ l’aria nuova dello Spirito che Gesù fa soffiare nelle nostre case e chiese, tanto spesso chiuse a quest’aria nuova.

Abbiamo bisogno non solo della salute, ma della salvezza!

Cerchiamo un significato alla vita e alla morte;
cerchiamo una ragione per fare il bene, per la solidarietà e per la pace;
cerchiamo chi ci può dare speranza quando l’abbiamo perduta….
E’ solo in Gesù che si compie la nostra salvezza, a Lui cui possiamo dire:

Tu sei per noi la misericordia del Padre
Tu sei la nostra riconciliazione e la nostra pace
Tu sei la sorgente e la ragione della nostra fraternità.
Anche noi, dunque, non siamo meno amati da quel Padre che “ha tanto amato il mondo, da dare per noi il suo Figlio unigenito”.

Anche di ciascuno di noi il Padre possa dire: “in te mi sono compiaciuto”.


Don Gabriele

Vicario parrocchiale

 

 

 

 




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