DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DI QUARESIMA



Il Vangelo di questa domenica si colloca in una cornice drammatica: Gesù si rivolge a “quei Giudei che avevano creduto in lui” e dopo un’accesa discussione, quei Giudei “raccolsero delle pietre per gettarle contro di Lui”. Come è possibile tanta cecità e violenza in persone che prima avevano creduto in Gesù? Gesù aveva toccato un nervo nevralgico in quei Giudei che si credevano a posto perché discendenti di Abramo, quando disse quelle parole che leggiamo all’inizio di questa pagina e che culminano nell’affermazione: “Solo se il Figlio vi farà liberi sarete liberi davvero”.

Riprendiamo quelle parole di Gesù.

“Se rimanete nella mia parola”: inizia da qui la strada da intraprendere se vogliamo giungere alla vera libertà che ci propone Gesù.

Non solo conoscere la sua parola, ma custodirla nel cuore come parola che Gesù dice personalmente a ciascuno e che dà coraggio e fiducia per andare avanti nella vita (es.: Beati….; Io ti perdono….; Non piangere….).

Così “sarete davvero miei discepoli”: non è avere una tessera di appartenenza, ma avere un legame profondo con la persona di Gesù, il vero Maestro.

“Conoscerete la verità”: non si tratta di una verità scientifica o simile, ma è la verità della sua persona, del modo di come vive, si dona, ama, prega, ecc. e che ci fa dire: così è bello vivere!

“E la verità vi farà liberi”: c’è che confonde la libertà con il poter seguire la propria voglia.

Chi ha conosciuto la verità che c’è nella persona di Gesù, capisce che con Lui non si è distolti dalla fatica e dalle responsabilità della vita, ma ce ne è dato il senso; e con la certezza che anche i passaggi dolorosi, vissuti come Gesù, hanno un senso e un valore, ci è data perfino un po’ di gioia.

La voglia, invece, si presenta come la strada larga e attraente di cui parla Gesù, facile da percorrere perché ci distoglie dalle responsabilità della vita, rendendoci però schiavi di lei e privandoci del significato e del gusto della vita.

Ritroveremo nella passione di Gesù queste due parole voglia e libertà, personificate da Pilato e da Gesù:

la libertà di Gesù nel consegnarsi ai soldati nell’orto degli ulivi. “Prendete me e lasciate andare liberi costoro”;
Pilato, schiavo della propria paura, che pur non avendo trovato colpe in Gesù se ne lava le mani e lo fa crocifiggere.
Così oggi Gesù, in questo Vangelo, ci ha delineato il cammino da percorrere per giungere ad una vera libertà: custodire nel cuore le sua parola per vivere in comunione con Lui.

Vivere questa comunione ci farà conoscere la verità su Gesù stesso, sul Padre, su di noi, sul senso vero della vita, e tutto questo ci renderà davvero uomini liberi, anche davanti alle responsabilità e alle prove della vita, perché c’è un’amicizia, e con essa una gioia, che nessuno ci potrà più togliere: “Io sono con voi sempre”.

Don Gabriele
Vicario parrocchiale

 

 

 

 

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