USI CIVICI: IL RIORDINO NEI PARCHI DEL PIOVERNA E DELLA GRIGNA



Riordino degli Usi civici in Lombardia con un occhio di riguardo alla Valsassina e in particolare ai Parchi del Pioverna e della Grigna Settentrionale.

Per capire meglio e approfondire l’argomento è interessante continuare scorrere la Legenda del Report non probatorio consultabile sul portale di Regione Lombardia, che fotografava la situazione nel 1997, da cui risulta che la maggior parte dei comuni lombardi interessati all’argomento aveva già chiuso l’istruttoria e dunque tutte le operazioni di ordinamento previste ma scorrendo il Report si evince chiaramente che più di qualcuno aveva ancora l’istruttoria Aperta mentre altri l’istruttoria l’avevano in corso perché le operazioni previste dalla normativa vigente non erano state eseguite e, diciamolo, nel marzo 2022 non tutti hanno ancora ultimato le pratiche .

Questo accadeva, nel ’97, in modo equamente distribuito sull’intero territorio provinciale e dunque anche attorno al massiccio della Grigna, in Valsassina e sulla Riviera.

Da allora alcune amministrazioni hanno però diligentemente concluso i compiti a casa ma altre, invece, stanno ancora “studiando” e dovranno sostenere i cosiddetti esami di riparazione regolarizzando il prima possibile la loro situazione amministrativa. Esistono però anche casi specifici illustrati recentemente da Valsassinanews di svincolo di vaste aree del territorio locale dai gravami degli Usi civici e, ancora, si possono verificare più modesti frazionamenti e per questo ci si può facilmente documentare accedendo al pubblico albo pretorio di questo o quel comune. La situazione é variegata ma lacunosa e ciò vuol dire che siamo ancora lontani dal completamento del riordino riepilogato nel già citato Report e disciplinato dalle più recenti normative regionali e nazionali.

Le difficoltà incontrate possono essere legate ai contenziosi nati con ditte private che intendono operare su aree e terreni sui quali altri cittadini vantano e cercano di far valere nelle sedi competenti gli atavici diritti di godimento sulle cosiddette “proprietà collettive” che ora vengono invece messi in discussione con i conseguenti lunghi e onerosi contenziosi legali che ben conosciamo e che coinvolgono anche lo sfruttamento della risorsa acqua, finalizzata alla produzione di energia elettrica. In tal senso fanno testo le sentenze anche recenti del Commissario per la liquidazione degli usi civici della Lombardia e testimoniano il fatto che queste problematiche ancora esistono.

Anche sulle Terre alte, infatti, l’acqua é importante e non solo al fine agricolo e zootecnico e ben lo sa chi soprattutto in stagioni così avare di precipitazioni deve comunque innevare al meglio le piste di noti comprensori e Poli sciistici nelle località turistiche più conosciute della nostra Valsassina.

In più. Va ricordato che l’evoluzione normativa promuove e incentiva la salvaguardia degli Usi civici ma parimenti bisogna tener presente che nel corso degli ultimi anni é quasi del tutto venuto meno l’originario “Civico interesse collettivo” finalizzato com’era originariamente all’utilizzo di legname da riscaldamento o alla produzione agricola, soprattutto in zone di montagna, trasformatosi oggi in un più diffuso sentimento ecologico e ambientale finalizzato alla tutela di paesaggio e del territorio. Un esempio per tutti é la famosa e importante “Legge Galasso” che dal 1985 assoggetta al vincolo paesaggistico anche le aree gravate da uso civico. Parlare ancora di riscaldamento a legna, flussi e reflussi storici, in questi giorni é però di triste attualità.

Certo di far cosa gradita, rimando alla “prossima puntata” l’esame di interessanti e attualissimi casi di dominio pubblico, oggetto di molte attenzioni, con l’augurio che ogni amministratore di buona volontà possa continuare a svolgere i “compiti a casa” concludendo per tempo l’iter di pratiche ancora irrisolte che vengono da lontano ma che, come abbiamo visto, ancora ai giorni nostri possono creare seri grattacapi ai Bilanci di altri uomini di buona volontà nell’esercizio delle loro funzioni e pure intoppi ai cantieri aperti o che si apriranno. Il tema balza all’occhio.

Gli Usi civici ancora esistono e come si diceva poc’anzi hanno cambiato pelle, rivestendosi di un un nuovo più “Ambientale” e condiviso valore collettivo, e come tali deve essere tutelati e salvaguardati nell’interesse generale della popolazione. Lo si tenga presente.

Claudio Baruffaldi

 

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