DON MAURO LASCIA PREMANA DOPO 20 ANNI. ANDRÀ A CHIUSO NELLA CHIESA DEL BEATO SERAFINO MORAZZONE



PREMANA – Ha salutato tutti visibilmente commosso ed è stato salutato da tutti don Mauro Ghislanzoni parroco uscente di Premana: da settembre sarà avvicendato da don Matteo Albani che lascerà dopo nove anni la Comunità pastorale Santa Maria della Rocchetta in Brianza. Il sacerdote ha dovuto lasciare a causa di un problema alla vista che, come ha sottolineato nell’omelia, “…non mi permette di poter portare avanti il mio compito ma non mi rende cieco nella mia vocazione. Anzi, mi permette di contemplare la benevolenza del Signore nei miei confronti, che tutti voi mi avete manifestato”. Don Mauro a fine agosto sarà, come sacerdote residente nel rione lecchese di Chiuso, nella chiesa che fu del Beato Serafino Morazzone nella Comunità Pastorale di Chiuso e Maggianico.

Non mancava nessuno nella parrocchiale premanese di San Dionigi invitati a presentarsi indossando le magliette di riferimento: dai componenti del consiglio pastorale e degli affari economici, al sindaco per l’amministrazione comunale e le associazioni tutte, con in prima fila i bambini e ragazzi del recente oratorio estivo.

“Il parroco non nasce imparato, voi mi avete insegnato ad essere pastore – esordisce don Mauro nella sua omelia -. Prendendo l’aspetto umano dal Piccolo Principe posso dire di essermi lasciato addomesticare da voi per potere entrare con voi nel solco della vostra storia. Così piano piano, in questo anno, mi sono addomestico ad allontanarmi, proprio perché ci vuole tempo che un cuore si educhi a stare lontano da ciò che si è amato. Abbiamo condiviso tante volte con gli adolescenti e preadolescenti che le cose essenziali non sono sempre visibili ai nostri occhi. Dentro questo cuore un po’ confuso nella libertà della scelta e nello stesso tempo educato a lasciare chi a volte ha vissuto degli strappi violenti e drammatici, io trovo la forza di dire grazie Signore e di dire grazie a voi piccoli e grandi perché in questo anno mi avete permesso di vivere le pagine che l’Arcivescovo ci aveva consegnato: erano le pagine del congedo di Gesù che nel Vangelo di Giovanni nei confronti dei suoi apostoli. Quando Gesù diceva: io vi ho voluto bene, vi ho amato. Ecco: amatevi gli uni e gli altri come il Signore ci ha insegnato a volerci bene. Ancora il Signore diceva: ecco io ritorno al Padre mio e Padre vostro, ma vi sarà dato un consolatore e, prendendo spunto dalla frase scritta sui gradini dell’altare, non don Mauro ma il Signore è sempre con voi perché abbiate a essere una chiesa libera, una chiesa grata, lieta ma soprattutto unita”.

“In questa Eucaristia di ringraziamento dentro il mio cuore un po’ confuso io non posso che dirvi proprio grazie. Sono andato a riascoltare il canto come il Te Deum, come Lodate Maria, il Canto dei Tre Re per cogliere delle frasi che mi aiutassero a condividere con voi questa gratitudine. Ho scelto un altro canto che dice: L’è ciarà l’è bèla l’è bianca come la neef, avolte i raggi del sole riscaldando un pannello rischiarano un sentiero che è nel buio. Viva viva i Premanes!”.

In conclusione della celebrazione hanno rivolto il loro pensiero al sacerdote il sindaco, ricordando come gli anni vissuti nella Comunità di Premana non sono stati pochi “… ma noi avremmo voluto averti ancora per molto tempo. In questo ventennio lei è entrato nelle nostre vite con garbo e gentilezza, sempre disposto ad ascoltare i bisogni di tutti, conoscendoci per nome uno per uno: una caratteristica quest’ultima del Buon Pastore e in effetti si, lei è stato: un grande pastore per la nostra Comunità che fin da subito ha imparato ad amare nei suoi pregi e difetti. Abbracciandone le tradizioni e seguendone gli umori”.

“Da una parte ha saputo stimolare uno spirito di unione spronandoci a crescere insieme, non solo nella preghiera, ma anche attraverso il gioco e il divertimento vivendo con i nostri ragazzi gli oratori feriali e gli indimenticabili campeggi. Dall’altra non ha mai dimenticato ogni individuo: non ha mai dimenticato anziani e ammalati che hanno portato con se la gioia di essere stati ascoltati e compresi. Tanti di noi nei momenti di sconforto hanno cercato in lei le parole che potessero lenire i dolori da affrontare: anche qui lei non si è mai tirato indietro e ha sempre messo a disposizione il suo tempo e il suo cuore. L’ascolto continuo e l’attenzione sono le caratteristiche che più ci mancheranno e che io come sindaco cercherò di emulare il più possibile. Questo comunque non è un addio, perché va via dal nostro paese ma si trasferisce a pochi chilometri da qui, perciò tutti noi ci auguriamo di rimanere nei suoi pensieri e speriamo di rivederla spesso in quelle occasioni religiose e non che rendono Premana a suo modo unica. Le auguriamo di essere un Buon Pastore, ma anche di portare nel suo cuore tutti i baar che a Premana le vogliono un mondo di bene. Quindi la saluto: A rivedes a l’ann che vè“.

Il Consiglio Pastorale dal canto suo così si è accomiatato dal presbitero: “Lei è stato scelto per essere nella nostra Comunità presenza attiva e vera. Per manifestare concretamente l’amore di Dio per il suo popolo. L’amore, come ci ha insegnato in questi anni, ha bisogno a volte di parole e di gesti concreti. Vorrei che ciascuno sapesse che nel Signore amo e cercherò di amare fino alla fine questa Chiesa e vorrei che ciascuno potesse riconoscere in questo amore un pallido ma vero complesso dell’amore immenso cdi Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Sono queste le prime parole che lei don Mauro ha voluto rivolgere alla nostra Comunità domenica 13 ottobre 2002 quando ufficialmente è diventato nostro parroco e la nostra guida. Sono parole prese in prestito dall’allora Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi che esprimono con semplicità ciò che lei aveva nel cuore e racchiudono l’essenza del suo ministero sacerdotale tra noi. Da subito ci ha parlato di amore e ha continuato a farlo sempre ogni giorno per 20 anni. Lo ha fatto con la sua cordialità con l’entusiasmo, lo ha fatto con le scelte pastorali, con la pazienza di camminare davanti e a fianco a noi. Ha continuato a farlo instancabilmente nella celebrazione di Sacramenti e nei gesti di vicinanza con tutti quelli che attraversavano la prova del dolore. È stato segno dell’amore di Dio davanti agli occhi dei nostri ragazzi, d’intere generazioni cresciute con lei. Un segno visibile a tutti, perché a tutti si è avvicinato e di tutti ha ricordato il nome. Ci hai accettato per quelli che siamo, con i nostri pregi e le nostre fragilità. Ci hai amati con la forza e l’energia e a questo amore sei rimasto fedele anche nei momenti difficili che la vita non ti ha risparmiato. Ci hai amati nel miglior modo in cui sei riuscito, non perché fosse sempre facile e spontaneo, ma in nome di un amore più grande al quale hai consegnato la tua vita. Caro don Mauro da subito e per 20 anni ci hai annunciato, anche con le parole, l’amore di Dio; quell’amore che il mondo non sembra riconoscere ma del quale portiamo nel cuore il profondo bisogno di un antica nostalgia. Per 20 anni alla fine di ogni celebrazione hai invocato su di noi la benedizione di Dio Onnipotente che è amore. Queste tue parole le abbiamo ormai fatte nostre come la preghiera che sappiamo da sempre, un invocazione imparata a memoria. Sono parole che custodiamo nel cuore e che forse ripeteremo dentro di noi durante la benedizione, pensando a lei don Mauro e a quel Padre che di ogni amore è senso e origine. A nome del Consiglio Pastorale e di tutta la Comunità e nome dei grandi, dei piccoli e anche dei mezzani: Grazie don Mauro!”.

 

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