L’insonnia rappresenta una compagna quotidiana per milioni di persone. Dietro all’insorgenza di disturbi del sonno possono esserci diversi fattori. Si va dai traumi, a condizioni come la depressione, fino ai cambiamenti del corpo causati dalla menopausa.
Numeri alla mano, circa il 50% delle donne che stanno vivendo la menopausa o la post menopausa sperimenta difficoltà di sonno. Si tratta, non sarebbe neanche necessario specificarlo, di cifre destinate ad aumentare insieme con la speranza di vita media e con i livelli di stress ormai altissimi e cronici che caratterizzano la quotidianità di milioni di persone.
Insonnia: una problematica importante per le donne (e il ruolo della menopausa)
L’insonnia è una condizione che colpisce soprattutto le donne e che si palesa in momenti in cui l’assetto ormonale è interessato da cambiamenti importanti.
Nel caso della menopausa, il dito va puntato contro il calo degli estrogeni.
Tra vampate di calore, che si verificano nella maggior parte dei casi durante le ore di sonno, e umore ballerino, con veri e propri momenti all’insegna della depressione, il sonno di qualità diventa, quando si conclude la fase fertile della vita, un ricordo lontano.
Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei cambiamenti della menopausa che influiscono negativamente sulla qualità del sonno.
Oltre a quelli appena ricordati, è bene menzionare anche l’aumento di peso e la tendenza ad accumulare più grasso, in particolare a livello addominale.
Ciò porta, molto spesso, a soffrire di apnee notturne, un’evenienza potenzialmente fatale e non certo favorevole alla qualità del sonno.
Come gestire la situazione
Passato il giro di boa del mezzo secolo – anno più, anno meno – gli episodi di insonnia nelle donne in menopausa si concentrano soprattutto a metà della notte, con risvegli causati dal calo fisiologico della sintesi di melatonina.
Come gestire la situazione? Le linee guida raccomandano innanzitutto un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, ma non uno qualsiasi. Si parla precisamente di CBT-I, ossia dell’iter specifico per chi soffre di insonnia.
Strutturato in un numero di sedute che, idealmente, va da 6 a 8, ha lo scopo, integrando approcci che vanno dalla ristrutturazione cognitiva dei pensieri che non permettono di prendere sonno con tranquillità alle tecniche di induzione del rilassamento, di portare la paziente ad avere una qualità del sonno soddisfacente.
Insieme con le sedute, si può portare avanti anche una terapia farmacologica con medicinali ad hoc, da assumere rigorosamente prima di coricarsi (mai prenderli durante i risvegli).
Da non trascurare è anche l’esistenza di supporti naturali, da assumere sempre dopo aver consultato il proprio curante di fiducia.
Uno su tutti? Il magnesio! Minerale i cui benefici sono noti da tempo e hanno portato alla formulazione di supplementi dal grande successo commerciale – l’integratore alimentare Magnesio Supremo è uno dei più celebri – è un toccasana per il sonno di qualità.
Diversi studi hanno indagato il suo impatto su quello femminile. Tra i lavori in questione è possibile chiamare in causa lo studio Dietary Magnesium Intake and Risk of Depression, pubblicato nel 2019 e basato su dati raccolti tra il 2007 e il 2014, numeri grazie ai quali è stata individuata una correlazione inversa tra apporto di magnesio e rischio di depressione nelle donne in post menopausa.
La depressione, vera e propria patologia, non rappresenta certo, con i suoi sintomi che vanno dalla ruminazione mentale a veri e propri pensieri di suicidio, un fattore che contribuisce alla qualità del sonno.
In tutto questo, non va mai dimenticato il ruolo prezioso dello stile di vita. Anche quando arrivano cambiamenti rilevanti come la menopausa, è più che necessario continuare a focalizzarsi su alimentazione sana, attività fisica e attenzione alla socializzazione (le occasioni sono tante, dal lavoro a corsi sportivi specifici).
Questo mix virtuoso garantisce al corpo un equilibrio prezioso per la salute a lungo termine.





