LETTERA: STRADE, “CARREGGIATE STRETTE” IN ALTA VALSASSINA

Da  alcune settimane sono in corso lavori di adeguamento della strada provinciale 67 (da Taceno a Premana), che prevedono tra l’altro il “consolidamento dei cigli di valle”.

Non c’è alcun dubbio sull’utilità di queste opere, ma questa poteva essere l’occasione per allargare anche la carreggiata che, per ammissione della stessa Amministrazione Provinciale, ha un “calibro stradale medio inferiore ai 5 metri” (e se questa è la media, ci si può immaginare che non manchino i tratti in cui due auto che si incrociano rischiano davvero gli specchietti: e non parliamo dei camion). Invece niente. Occasione persa.

Il colmo della ristrettezza della carreggiata si raggiunge però in un’altra strada provinciale valsassinese, la 62 fra Taceno e Bellano (strada che oltre a tutto è un parte provinciale e in parte… statale!). In questa strada esistono persino due gallerie, una addirittura a gomito, nelle quali è impossibile l’incrocio fra un’automobile e un autobus. Che ce ne importa? No, attenzione: questo è l’unico collegamento bidirezionale con la Superstrada 36. In altre parole a Bellano esiste l’unico svincolo in cui è possibile sia venire da Milano verso la Valsassina, sia andare dalla Valsassina a Milano; e sia venire dall’Alto Lago e dalla Valtellina verso la Valsassina, sia andare dalla Valsassina all’Alto Lago e alla Valtellina.

Lo snodo di Lecco non è così facile, dato che con un po’ di prudenza e fortuna chi viene da Milano può imboccare direttamente la nuova Lecco-Ballabio e chi dalla Valsassina vuole andare a Milano può fare il percorso inverso; ma chi viene dall’Alto Lago o dalla Valtellina o vuole andarci deve necessariamente impegnare il non facile traffico cittadino.

Se poi, come càpita non di rado, la nuova Lecco-Ballabio è chiusa per incidenti o per lavori, anche le direttrici Milano-Valsassina e Valsassina-Milano, dovendo usare il cunicolo della “vecchia” Lecco-Ballabio, si trovano a incanalarsi nel caotico traffico cittadino. Sarebbe tutto diverso se ci si decidesse a rifare il tracciato della Bellano-Taceno: non dico a sei corsie tutte in galleria, ma un po’ più adatta al traffico odierno, che non è più quello delle carrozze a cavalli che portavano i curisti dalla stazione di Bellano alle Terme di Tartavalle.

E, dato che si è accennato alle interruzioni della nuova Lecco-Ballabio, la Bellano-Taceno è anche peggio: non sono è interrotta più spesso, ma càpita che lo sia abbastanza regolarmente per frane.

Finora, almeno recentemente, non ci sono state vittime, ma basta aver pazienza…

[Lettera firmata]