163 ANNI DOPO LA VALANGA, PREMANA NON DIMENTICA: FESTA DELLA NEVE

PREMANA – L’11 gennaio 2026 a Premana la celebrazione del 163° anniversario della “Festa della Neve”, una delle ricorrenze più significative per la comunità, che unisce memoria storica, fede e forte senso di appartenenza. La Festa della Neve affonda le sue radici nel drammatico evento dell’11 gennaio 1863 quando, durante le funzioni domenicali, una violenta valanga si abbatté contro la chiesa parrocchiale, facendo tremare le mura, sfondando porte e infrangendo i vetri. In quei momenti di grande paura, i fedeli si strinsero attorno all’altare mentre il parroco dell’epoca, don Pietro Acerboni, riuscì a portare a termine la celebrazione con l’aiuto del coadiutore don Antonio Carissimo. Nonostante l’enorme massa di neve, nessuno rimase ferito, un fatto che da subito fu riconosciuto come miracoloso.

Da quel giorno, Premana rinnova ogni anno il proprio ringraziamento a Dio in quella che, nel linguaggio popolare, è conosciuta come “Ol dì ’lla nèef”, il giorno della neve, una tradizione che continua a coinvolgere l’intera comunità.

Don Mauro Ghislanzoni

Anche quest’anno la ricorrenza è stata occasione per ricordare importanti anniversari di consacrazione sacerdotale, religiosa e laicale. Sono stati festeggiati i 65 anni di sacerdozio di don Gianni Fazzini, i 55 anni di don Antonio Codega, i 40 anni di sacerdozio di don Mauro Ghislanzoni sempre amato ex parroco di Premana e Pagnona, don Marco Riva e don Stefano Colombo, i 25 anni di don Michele Gianola e padre Paolo Pomoni, i 15 anni di don Michele Buttera, oltre ai 70 anni di professione religiosa di suor Maria Ausilia Gianola e ai 30 anni di suor Marilena Fazzini.

Durante la Messa solenne di ringraziamento, prima del canto del Te Deum, il parroco don Matteo Albani ha proposto una riflessione che ha collegato il miracolo del 1863 alla vita quotidiana della comunità di oggi. Richiamando l’immagine del popolo stretto attorno all’altare nel momento della valanga, ha invitato a continuare a vivere uniti attorno all’Eucarestia, sia nei momenti di gioia e festa sia in quelli di difficoltà e incomprensione.

Il 163° anniversario della Festa della Neve si è così confermato non solo come un momento di ricordo storico, ma come una testimonianza viva di fede, gratitudine e unità, capace ancora oggi di parlare al presente e di rafforzare i legami della comunità premanese.

Foto Facebook Maria Grazia Bellati