BARZIO – L’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Lecco sulla tensostruttura di Barzio troppo vicina alla Fiumetta non riguarda più soltanto l’ex sindaco Giovanni Arrigoni Battaia, destinatario di un procedimento penale per fatti legati al mandato 2019-2024. Nel fascicolo figura anche l’allora responsabile dell’ufficio tecnico comunale Silvia Nogara, il cui incarico è stato successivamente ridimensionato già a inizio 2025 dall’attuale amministrazione guidata dal sindaco Andrea Ferrari
Il nodo tensostruttura e l’ipotesi abuso
Al centro del contendere resta la nuova struttura polifunzionale/tensostruttura realizzata a ridosso del torrente Fiumetta, completata tra il 2023 e il 2024 ma tuttora inutilizzabile proprio per la sua eccessiva vicinanza al corso d’acqua. Una parte dell’edificio si trova infatti a un paio di metri dall’alveo del torrente, in contrasto con il Regolamento di polizia idraulica che prevede invece una distanza minima di sicurezza pari a 10 metri.
Su questo scostamento tra progetto, norme idrauliche e realizzazione materiale si concentra una parte decisiva delle verifiche penali in corso.
Il ruolo di Battaia e Nogara
La genesi dell’opera rimanda alla precedente consiliatura, con la tensostruttura voluta e portata avanti dall’allora sindaco Arrigoni Battaia, che ha seguito e difeso il progetto anche nella fase esecutiva. Accanto a lui, nella gestione tecnico-amministrativa, figura l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Silvia Nogara, oggi nel mirino degli inquirenti per i profili tecnico-procedurali legati alle distanze dalla Fiumetta e alle autorizzazioni connesse. Proprio la posizione dell’ufficio tecnico è stata oggetto, con il cambio di amministrazione, di un intervento dell’attuale giunta che ha ridotto dai primi mesi dello scorso anno l’incarico della professionista, segnando una netta discontinuità rispetto al passato.
> DELIBERA/Patrocinio legale per Silvia Nogara
La nuova giunta tra difesa e presa di distanza
Con la delibera n. 1 del 12 gennaio 2026, la giunta Ferrari ha preso atto della pendenza di un procedimento penale a carico di un amministratore comunale per fatti connessi al precedente mandato, specificando che nessun componente dell’attuale esecutivo o della maggioranza è coinvolto. Nello stesso atto il Comune si dice obbligato, per legge, a farsi carico delle spese legali dell’ex primo cittadino solo in caso di archiviazione o assoluzione definitiva, vincolando ogni rimborso all’assenza di dolo o colpa grave e di conflitto di interessi con l’ente. Una formulazione che, pur garantendo tutela istituzionale, segna una evidente presa di distanza politica dall’operato della vecchia amministrazione.
La revoca del progetto dell’architetto Uberti
Sul piano amministrativo assume ora un peso particolare un atto recentissimo della giunta in carica, datato 12 gennaio, con cui viene revocato il progetto di spostamento del torrente Fiumetta, intervento ritenuto necessario per regolarizzare la situazione della tensostruttura, affidato a suo tempo all’architetto valsassinese Mario Uberti.
> DELIBERA/Il progetto “cancellato”

Il progetto di deviazione del corso d’acqua, già finanziato in parte e al centro di confronti tecnici sui metri effettivi di arretramento (4 o 10), era una delle chiavi per tentare di “salvare” l’opera ed evitare che l’investimento milionario restasse una cattedrale nel deserto.
La revoca, maturata mentre l’inchiesta della Procura entra nel vivo, viene letta come un ulteriore segnale di cautela e di revisione complessiva delle scelte ereditate dal passato.
RedBar
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