SALA PIENA PER LA SERATA DEL “SÌ” AL REFERENDUM SUI MAGISTRATI

BARZIO – Una sala gremita ha accolto ieri sera l’incontro organizzato in Comunità Montana da Lega e Forza Italia dedicato al referendum sulla magistratura del 22 e 23 marzo. Una serata densa di interventi politici e tecnici, con l’obiettivo dichiarato di spiegare le ragioni del “Sì” e approfondire i contenuti della riforma costituzionale proposta.

Un tema sentito e trasversale
Fin dalle prime battute è emerso come la questione della giustizia sia percepita come una battaglia storica, più volte tentata negli anni e mai portata a compimento.
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Gli interventi introduttivi hanno sottolineato come il tema non riguardi soltanto gli schieramenti politici, bensì un più ampio principio di equilibrio istituzionale. “Non è una questione di partito, ma di buon senso” è stato ribadito più volte, insieme all’invito a mobilitarsi negli ultimi dieci giorni di campagna.

Piazza: “Occasione irripetibile per intervenire sulla Costituzione”
Tra gli interventi politici, il sottosegretario regionale della Lega Mauro Piazza ha criticato quella che ha definito una “visione proprietaria della Costituzione”, secondo cui ogni tentativo di modifica verrebbe bollato come regressivo.

Ha citato anche prese di posizione di personaggi pubblici e magistrati contrari alla riforma, definendo il referendum “Un treno che passa una sola volta”.

Gagliardi: “Dati che interrogano il sistema”
Roberto Gagliardi (segretario provinciale di Forza Italia) ha ricordato come la Valsassina sia spesso stata luogo di sperimentazione amministrativa e politica, sottolineando la compattezza del centrodestra lecchese in vista delle prossime sfide elettorali.

Ha portato alcuni numeri relativi agli errori giudiziari:
– 6.485 persone arrestate ingiustamente in dieci anni
– 270 milioni di euro di risarcimenti complessivi
– 8 giudici ammoniti e 1 trasferito nello stesso periodo

Dati che, secondo i promotori dell’iniziativa di venerdì, mostrerebbero la necessità di un riequilibrio del sistema.

La parte centrale della serata è stata dedicata agli aspetti giuridici della riforma.

Il video dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri
Impossibilitata a partecipare di persona, l’europarlamentare Tovaglieri ha inviato un contributo video di sei minuti in cui ha posto l’accento sulla terzietà del giudice e sul dato secondo cui “nel 95% dei casi il GIP accoglie le richieste del PM”.

L’analisi dell’avvocato Roberto Brambilla
Il penalista milanese ha ripercorso l’evoluzione dell’articolo 111 della Costituzione, riformato nel 1999 dopo la cosiddetta riforma Vassalli. Secondo Brambilla, nonostante l’introduzione del giusto processo, la distinzione tra giudice e pubblico ministero resterebbe incompleta, con un peso ancora significativo delle correnti della magistratura nelle dinamiche di carriera. Sorrisi e ammiccamenti nel pubblico alla frase “Guardate che i comunisti restano tali e i comunisti vanno a votare…”.

Ha inoltre ricordato come alcune misure di prevenzione abbiano origini risalenti al periodo fascista e come, negli anni, il potere delle procure abbia inciso anche sulla disciplina delle intercettazioni.

Il ruolo dell’avvocata Chiara Marino
A moderare la serata è stata l’avvocata Chiara Marino, vice segretaria lecchese di F.I., che ha guidato il confronto sottolineando come la riforma non venga presentata come una bandiera politica, ma come un intervento tecnico-giuridico volto a rafforzare il principio del giusto processo.

Marino ha evidenziato la necessità di rendere più chiara e comprensibile al pubblico una materia complessa come quella costituzionale e processuale.

La riforma proposta
I relatori hanno illustrato i punti principali:
– separazione delle carriere tra giudici e PM
– sorteggio di due terzi dei membri togati del nuovo organo disciplinare
– un terzo nominato dal Parlamento
– istituzione di una Alta Corte disciplinare dedicata alla valutazione della condotta dei magistrati.

È stato ricordato che, anche in caso di vittoria del “Sì”, i tempi di attuazione non sarebbero immediati: servirà almeno un anno per predisporre i nuovi meccanismi.

Christopher Anelli Manzoni