PARLASCO – Dopo lo strappo di tre tesserati di Fratelli d’Italia che aveva messo il sindaco leghista di Parlasco Dino Pomi nelle condizioni di dimettersi (e rilanciare subito, già a maggio), ecco la conferma della rottura totale voluta dai vertici lecchesi di Fdi che – nel bel mezzo della campagna elettorale “top”, quella di Lecco – mettono in piedi una lista anti-Pomi. Un evento spiazzante, politicamente una spaccatura quasi senza precedenti, in presenza tra le varie di una Comunità Montana finora governata insieme dal centro destra ma il cui futuro a questo punto appare quantomeno in discussione.
In effetti, già mesi fa quei tre “fratelli” (tra i quali l’ex sindaco parlaschino Renato Busi) all’assalto avevano fatto il primo danno: oltre a far cadere Pomi avevano sostanzialmente segato la posizione da assessore esterno che permetteva a Fabio Canepari di poter continuare a presiedere la giunta della CM. Un fatto grave, reiterato e reso a questo punto esplosivo con l’ultimo blitz di oggi – quando è stata ufficializzata la nuova lista che si contrapporrà al primo cittadino uscente.
Perché non basta la “firma” generale dei meloniani in guerra ormai aperta contro altri “soci” dell’alleanza di centro destra, no: la rivendicazione totale sta nel nome del giovane (e bellanese) candidato sindaco, quel Luca Liberi che nei Fratelli d’Italia di Lecco risulta responsabile del settore enti locali.
PARENTI SERPENTI/LE DUE LISTE IN GARA A PARLASCO:
Insomma, Fratelli vs Lega o ancora una volta Zamperini vs Mauro Piazza in un conflitto ormai senza tregua che porterà inevitabilmente – dopo la tornata elettorale di maggio – a una resa dei conto che a occhio e croce non si limiterà ai soli vertici della Comunità Montana. Lo scontro è frontale, durissimo e dichiarato: se vince Pomi (con Canepari stavolta in lizza come consigliere), il presidente rimarrà in sella ed è prevedibile una autentica epurazione in CM a partire dai due assessori “fratelli” Gianola e Bonazzola. E la figuraccia per l’asse Negri-Zampe-Liberi sarà totale, avendoci quest’ultimo messo la faccia. Al contrario, in caso di affermazione dei “rivoltosi” la supremazia dell’area Piazza su questi territori andrà a farsi benedire, con detonazioni a Pratobuscante e conseguenze inimmaginabili.
In definitiva, se Lecco 2026 è un vero “moloch” politico la piccola anzi piccolissima Parlasco potrebbe rappresentare un avamposto a sua volta di enorme importanza in questa guerra politica senza più confini tra i maggiori partiti di un’area tutt’altro che coesa.
VN










