MORIA DI PESCI NEL PIOVERNA A TACENO, LA DENUCIA DELLA FIPSAS

TACENO – Una moria di pesci di proporzioni eccezionali ha colpito il torrente Pioverna, nel tratto di Taceno, alla vigilia dell’ultima prova del Campionato Provinciale–Interprovinciale di pesca alla trota. Secondo i pescatori, la causa sarebbe da attribuire al funzionamento della mini centralina idroelettrica, che avrebbe prosciugato la parte centrale dell’alveo.

Il bilancio è pesantissimo: 274 trote morte, pari a circa 59 chili, oltre a circa 600 pesci rinvenuti senza vita nella parte più bassa del torrente. Un danno non solo ambientale, ma anche economico: la sola immissione dei capi per la gara è costata 3.500 euro, senza contare il lavoro organizzativo e volontario delle società.

A segnalare l’accaduto è Ivan Stabile, consigliere federale dell’APS Como e responsabile dell’agonismo Trota Torrente: “Da circa 45 anni passo i fine settimana lungo le sponde dei torrenti di tutta Italia. Quello che mi è capitato ieri nel torrente Pioverna è qualcosa che ancora non mi era capitato di vedere”.

Stabile ricorda che proprio in quel tratto si sarebbe dovuto svolgere l’ultimo atto del Campionato Provinciale–Interprovinciale di Como, Lecco, Monza Brianza e Milano, definito “il più importante d’Italia per numero di partecipanti e per il quorum di selezione ai Nazionali”.

“Questo, a mio parere e secondo i pescatori presenti (circa 100), è uno scempio che non dovrebbe mai verificarsi sui nostri torrenti e invece è successo. Quello che è successo va imputato sicuramente all’incuria, alla sbagliata progettazione, al menefreghismo galoppante e alla smania di denaro che impera in ogni settore imprenditoriale in questo momento storico”.

Il consigliere non usa mezzi termini: “Quei pesci morti sono stati uccisi dalla stupidità dell’uomo. Sono stati immessi per una manifestazione sportiva, hanno un costo in denaro, un costo in ore di lavoro sui campi gara, un costo organizzativo e un costo per i pescatori che arrivano da quattro province. Ciò che abbiamo visto e subìto fa molto male”.

Stabile elenca una serie di criticità che, a suo dire, avrebbero potuto evitare la tragedia: “Chiediamo come mai non sia stata prevista una vasca di recupero per i pesci sotto la griglia di captazione. Come mai non sono state previste scale di risalita su tutti e due i lati dell’alveo? Chi ha approvato il progetto sapeva di cosa si stesse parlando?”.

E aggiunge una riflessione sul ruolo dei pescatori: “I soldi per l’opera di captazione presumiamo siano stanziati usando le tasse dei contribuenti, non ultimi noi pescatori che nel bacino 5 paghiamo, giustamente, i permessi per la gestione delle acque”.

Di fronte alla denuncia, ATS delle Prealpi Lombarde, concessionaria delle acque del Bacino 5 (Lario–Ceresio–Verbano), ha fatto sapere che si attiverà per adottare gli opportuni provvedimenti e verificare quanto accaduto nel tratto del Pioverna.

RedCro