CREMENO – La lunga scia di inciviltà ambientale che da tempo segna la località Fola compie un passo ulteriore: i sacchi di rifiuti abbandonati come in una discarica a cielo aperto sono ora al centro di specifiche indagini da parte dei Carabinieri forestali, avvisati formalmente dal Comune di Cremeno.
Sarebbero una ventina i sacchi della spazzatura recuperati nell’area e posti sotto sequestro, ora oggetto di ispezione accurata con l’obiettivo di rintracciare elementi utili a risalire ai responsabili di questo ennesimo sfregio al territorio. L’ipotesi investigativa è che, tra scontrini, documenti o altri indizi, possa emergere un filo che porti a identificare l’autore o gli autori del gesto, trasformando quello che per anni è sembrato “solo” degrado in un vero e proprio fascicolo per reati ambientali.
Si tratta dell’ultimo capitolo di una situazione che in zona non è affatto nuova: Fola è da tempo indicata come uno dei punti più critici per l’abbandono sistematico di rifiuti, con sacchi neri e immondizia lasciati lungo la strada e tra la vegetazione, in un contesto già denunciato per mancanza di controlli, impianti di videosorveglianza e sanzioni esemplari. Proprio questa volta, però, la risposta istituzionale potrebbe segnare una discontinuità, con l’azione dei militari dell’Arma chiamata a dare un segnale concreto a chi tratta i boschi della Valsassina come un cassonetto personale.
Dal punto di vista penale, l’abbandono di rifiuti non è una semplice bravata ma un illecito previsto dal Testo Unico Ambientale, che punisce chi inquina scaricando sacchi, materiali e scarti dove non è consentito. L’eventuale individuazione dei responsabili aprirebbe la strada a sanzioni che, oltre all’aspetto economico, avrebbero un valore fortemente deterrente in una zona dove il fenomeno si ripete da anni, scaricando sui residenti sia il danno d’immagine sia i costi delle bonifiche.
Resta ora da capire se l’inchiesta in corso riuscirà a fare da spartiacque e se, accanto alle verifiche dei Carabinieri forestali, seguiranno interventi strutturali da parte delle amministrazioni: più controlli, telecamere nei punti sensibili e una linea dura verso chi continua a scambiare un angolo di montagna per una discarica abusiva.
RedCro
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