ESCLUSIVA/RISOLTO IL MISTERO DEL CIPPO DI CONFINE SPOSTATO IN ELICOTTERO



Sparisce dalla sua sede naturale e ricompare da un’altra parte una pietra del 1770 che segnava i confini tra Stato di Milano e Serenissima Repubblica di Venezia. Dal Sentiero 101 nella zona di Castel Reino riecco il cippo davanti al Rifugio Santa Rita. Ma l’autore del gesto, “beccato” dal sindaco di Introbio, ha risistemato il cippo. A sue spese.

E’ una storia a lieto fine, con risvolti di vario genere. Un po’ come un libro di Umberto Eco, ci potreste trovare gli elementi del “giallo”, annotazioni storico.-artistiche, conseguenze legali ma anche un po’ di politica e, nella tradizione delle belle favole di un tempo, perfino la conclusione all’insegna del “tutto è bene quel che finisce bene”. Ma andiamo con ordine.

Il fatto è accaduto qualche settimana fa, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori in territorio comunale di Introbio. Qui se ne sta bel bella da quasi due secoli e mezzo la grossa pietra che segna il confine tra Milano e Venezia (oggi Lecco e Bergamo). Realizzata con materiale locale, porta la sua data di collocazione: 1770, malamente ricolorata poco tempo fa in giallo. Altro sfregio, recentemente le è stato posto il tradizionale segnavia dei sentieri di montagna, quello bianco e rosso. Si tratta dell’itinerario 101, vicino alla zona di Castel Reìno (o Raìno), dove vennero ritrovati resti megalitici rilevanti. Ma quella è un’altra storia. 

Nella foto a destra: il buco nel suolo dopo l’asportazione del cippo dalla sua sede >>>

La nostra, di storia, parte con un volo in elicottero, qualcosa che il pietrone storico mai si sarebbe immaginato di vivere… Un signore, pare un facoltoso imprenditore valsassinese, decide circa un mese fa che in quel posto il cippo si vede poco e dunque vada valorizzato. Per questo, appunto elitrasportandolo, lo fa spostare nemmeno troppo distante, su un terreno di sua proprietà accanto a un rifugio (al Passo delle Tre Croci). Il fatto ovviamente non passa inosservato, proprio perché davvero lì di gente ne passa. E così saltano fuori le foto (che pubblichiamo), sia della nuova collocazione, sia del “buco” nella terra nella sede originaria.

E oltre ai fotografi e ai curiosi la vicenda viene registrata da una guardia ecologica della Comunità Montana Valsassina, che ne fa segnalazione: probabilmente quanto accaduto non è proprio correttissimo. La vicenda monta, si allarga a macchia d’olio e interviene il sindaco di Introbio Fernando Rupani che “tira le orecchie” al trasportatore di beni storici. Il quale cade dalle nuvole (non dall’elicottero, per sua fortuna) e come dire “si pente”. Promette che rimetterà tutto a posto e anzi – lieto fine, violini, miele… – farà anche una donazione alle elementari introbiesi e a Villa Serena per “riparare”.

Come si vede, è proprio una bella storia, nonostante l’origine della vicenda. Il finale è favolistico ma qualcuno potrebbe ravvisare perfino i tratti della novella comunista: il “cattivo imprenditore” viene riportato sulla retta via dall’uomo delle istituzioni. Qualche soprintendenza non la pensa così e storce il naso. Ma intanto sui cieli della Valsassina vola il secondo elicottero della nostra storia. Con un bel verricello appeso, diretto al Santa Rita. E riporta (è avvenuto oggi) il mitico cippo nella sua storica sede.

Si chiude così, forse, la vicenda del pietrone volante datato 1770. Pare che, al di là della nota in Comunità Montana, non siano scattate denunce di sorta. Festeggiano i cultori della storia locale, i bambini della scuola che riceverà la donazione – e gli elicotteristi che beccano paga doppia. Davvero una bella storia, che rischiava però di rimanere nota solo ai protagonisti diretti.

 

 

 

 




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