Inaugurata a Primaluna la mostra sulla Memoria



Inaugurata sabato la mostra, allestita dall’Associazione Amici della Torre con il patrocinio del Comune di Primaluna. Tanta gente alla prima delle due giornate per celebrare e soprattutto ricordare quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale. Flavio Selva, presidente dell’associazione e relatore di questa prima serata, ha illustrato i fatti storici dell’Olocausto e la Shoah, invitando i presenti a non dimenticare, perché "questi fatti potrebbero avvenire ancora".

"Dobbiamo trasmettere alle generazioni future esorcizzando le nostre paure cosa è successo in quegli anni terribili" ha detto Selva nella sua relazione, "sappiamo tutti che è più facile far finta di niente, ma deve essere un pugno nello stomaco che ci faccia ricordare ad ogni instante cosa è successo, recuperando ricordi e testimonianze"

L’idea è quella di organizzare ogni anno un’iniziativa simile per ricordare e meditare insieme sull’argomento, ha continuato Selva, confermando le parole iniziali di Mauro Artusi primo cittadino di Primaluna promotore con la preziosa collaborazione del consigliere comunale Franca Maroni di questa proposta.

La mostra, che rimarrà aperta anche domani nella continuazione dell’evento, è veramente toccante, soprattutto per le testimonianze raccolta dagli organizzatori che fanno effettivamente venire i brividi.

Ecco alcune delle frasi raccolte ed esposte nei cartelloni:

"Le coperte nei lager erano un bene prezioso, perciò ognuno cercava di tenersele strette. Frequentemente venivano rubate. Il Sig. Natale Baruffaldi racconta che per riconoscere la propria sfilò il filo bianco di un punta della stella, quando gliela rubarono questo particolare permise di ritrovarla"

"Ricordo che quando Luigi (Delpini) scese dall’autobus a Introbio, dopo anni di prigionia in Germania, era irriconoscibile, magrissimo (tutto pelle e ossa) ma soprattutto era confuso e per ritornare a casa non riusciva ad orientarsi, si incamminò verso Primaluna e dovettero indicargli la strada per Vimogno"

"Giuseppe Manzoni internato in un campo di concentramento in Polonia viene rinchiuso in una baracca con molti altri deportati di nazionalità diverse. Giuseppe fu colto da una forte febbre e creduto moribondo fu gettato sopra un mucchio di cadaveri e abbandonato là per alcuni giorni. Qualche giorno dopo fu recuperato e inviato a lavorare in una fabbrica sotterranea vicino ad Amburgo; ritornato in patria, insegnò nella scuola elementare e fu sindaco di Primaluna per diverse legislature"

"Battista Pozzi è stato prigioniero in Germania ma è riuscito a scappare, ritornando a casa attraversando le montagne e percorrendo alcuni tratti con il treno"

"Nel periodo dei rastrellamenti è morta la mamma del mio futuro marito. Le SS sono entrate in casa per controllare se c’erano uomini, sollevando pure il lenzuolo dove si trovava la defunta"

"Quando un militare ritornava dalla prigionia suonavano le campane ed era una festa non solo per i familiari, ma anche per tutto il paese. Chi poteva andava incontro ai reduci per rivederle e per festeggiarli. Una volta suonarono le campane a Introbio e noi ragazze di Vimogno andammo a salutare un reduce che arrivava sul tetto del pullman con uno zaino e tanta felicità"

 

 
Intervista a Flavio Selva presidente dell’Associaziones Amici della Torre
di Primaluna, relatore della prima serata dedicata al Giorno della Memoria

 

 

 
 

 




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