La Madonna di Fatima: ”Un’occasione spirituale per la Valsassina”



La visita della statua della Madonna pellegrina di Fatima rappresenta un grande appuntamento spirituale ma anche turistico ed economico per la Valsassina. Sono attesi almeno ventimila fedeli dal nord Italia. Quali sono gli obiettivi spirituali di questo evento unico? In esclusiva per Valsassinanews l’intervista con il prevosto del decanato di Primaluna, don Mauro Malighetti

Che cosa rappresenta l’arrivo della statua della Madonna di Fatima in Valsassina?
Rappresenta un occasione di evangelizzazione a livello pastorale. Intenderei questa venuta come una missione popolare vissuta attraverso la presenza della vergine Maria per ri-annunciare, in un momento difficile come il nostro, la centralità di Gesù. Come dice anche il messaggio di Fatima, non è tanto la presenza della madonna, ma attraverso di lei ritornare all’incontro con Gesù. Questo è, secondo me, il punto centrale per cui la statua della Madonna di Fatima faccia una sosta in Valsassina.
 
Come è riuscito ad ottenere questa importante sosta della statua nella nostra Valle?
La madonna pellegrina di Fatima gira tutti gli anni nel mondo. Una di queste statue gira per l’Italia. Basta fare quindi la richiesta ad un organismo nazionale presieduto da un vescovo che fa da assistente spirituale e ottenere il consenso del Cardinale Tettamanzi. La presenza di questa statua non è un esperienza legata ad un parroco o ad una parrocchia ma a tutta la diocesi. Quindi c’è un decreto dell’arcivescovo che autorizza ad accogliere la statua. La nostra richiesta è fortunatamente giunta nei tempi richiesti e così possiamo accogliere tra noi questo importante simbolo. Ci sono state almeno 400 richieste e tra le 20 raccolte una è stata la nostra.
 
Quali saranno le intenzioni per cui si pregherà in occasione di questa visita?
Come dall’opuscoletto che è stato preparato c’è un canovaccio comune al pellegrinaggio nazionale di preghiera. In ogni giornata ci sarà un intenzione particolare: per le famiglie, le sofferenze dei malati, per le nostre comunità pastorali, per le vocazioni sacerdotali e religiose, per il perdono, per la riconciliazione e poi il tema dei giovani con il nuovo modo di evangelizzare le nuove generazioni. Queste tematica saranno affrontate nelle predicazioni in occasioni delle celebrazioni.
 
Quanta gente ci si aspetta in queste intense giornate?
Io sono ottimista e credo a quello che mi dicono. L’assistente spirituale e il comitato nazionale organizzatore prevedono che in una settimana possano passare anche 20000 fedeli memori delle esperienze già fatte in altri posti. Faccio fatica ad immaginare così tante persone in una settimana, ma ci stiamo preparando ad accoglierle. Essendo il calendario delle visite pubblicato su siti internet e in altre pubblicazioni non è difficile pensare che fedeli anche da altre parti del nord Italia possano venire in Valsassina. Basti pensare che nel nord Italia sono cinque le tappe: una in trentino, una a Brescia e tre nella diocesi di Milano. Quindi credo sia possibile una così elevata presenza.
 
Che cosa si aspetta dai fedeli della Valle in questa occasione?
Mi aspetto che i fedeli capiscano che questo evento è principalmente spirituale e come tale va accolto. Non ci sono altri fini se non quello di rimettere al centro il Signore Gesù come occasione per ripensare alla propria fede che offre questa opportunità. Inoltre dovrà essere anche un occasione di accoglienza per le persone che verranno, perché se i numeri saranno quelli che ho citato, andranno accolte, accompagnate e guidate nel miglior modo. Mi aspetto, inoltre, che tutto questo avrà un seguito di grande importanza, spero in una ripresa della fede e quindi di attenzione agli altri, a segni di carità e quindi a una nuova evangelizzazione che, con questo gesto pastorale, possa ripartire.
 
Il Decanato che cosa mette in campo per questo rilevante evento?
Il Decanato, in collaborazione con le istituzioni, mette in campo forze per il servizio d’ordine e di accoglienza polizia, carabinieri, vigili, alpini, sindaci, sanitari. I parroci mettono in campo anche la loro presenza per confessioni e per accogliere spiritualmente i pellegrini. Le comunità parrocchiali sono state tutte invitate con manifestini e avvisi ufficialmente, così come la Zona Pastorale Terza sarà tutta invitata all’evento. E’ vero che la Madonna Pellegrina viene e sta a Primaluna ma è anche un esperienza di Diocesi e quindi molto più ampia.
 
Cosa risponde alle polemiche che accompagnano le uscite di questa statua: c’è chi accusa gli organizzatori di essere un po’ troppo “commerciali”…
Io dico sempre che ciascuno è libero di esprimere le proprie idee purchè conformi alla verità. Vorrei che qualcuno di questi critici avesse partecipato all’organizzazione dall’interno e sapesse tutto quello di normativa che c’è per accogliere la madonna di fatima. Ci sono quelli che si approfittano e per questo io ho chiesto al sindaco, ma questo è contenuto nelle normative, che all’interno del territorio di Primaluna sia vietata qualsiasi vendita di ambulanti in occasione della visita della madonna di Fatima. La Madonna di Fatima non ha nessun costo e nessun giro di affari vi è dietro perché è un esperienza spirituale. Chi è malizioso su queste cose venga e veda.
 
 

 

 

 




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