Dopo la Sagra: nuovi commenti



La missiva è torrenziale, per questo ne proponiamo un ampio stralcio. Baroncelli critica sì la Sagra delle Sagre ma sottolinea come questo non sia un fatto nuovo, approfondendo poi le questioni legate al turismo in senso più generale. Ecco la sintesi del suo intervento:
 

Immancabili come le punture di zanzare anche quest’anno le polemiche sulla Sagra della sagre
appena conclusasi. A scoprire che di valsassinese c’è ben poco (una bancarella su tre se va bene),
che provoca più confusione e disagi che giovamenti economici ( se non a poche tasche) è
quest’anno il vicepresidente della Confcommercio Egidio Magni, in una lettera al Presidente della
Comunità Montana Alberto Denti, pubblicata anche su Valsassina News.

L’unica novità è che quest’anno, complice anche il maltempo, difficilmente si potrà parlare di
affluenza record (parcheggi ampiamente deserti per lunghe piovose mattinate e pomeriggi).

Per il resto le critiche di Magni ricalcano ampiamente quelle scritte un anno fa su Leccoprovincia da
Ezio Venturini (oggi consigliere comunale a Lecco), due anni fa e anche prima dall’ex sindaco di
Introbio Eusebio Marconi e soprattutto da Giandomenico Beri, Presidente dei commercianti
ambulanti, ancora più polemici, e via ogni anno a ritroso nel tempo […]
.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole, e poi la risposta dei suscettibili organizzatori è sempre quella
(quindi perchè perder tempo a fare domande ?):
“Finchè la gente arriva, tutto va bene Madama la Marchesa”.

L’anno prossimo, non c’è dubbio, ripartirà la solita “kermesse” (parola che a loro piace tanto) di
retorica, “la Sagra vetrina della Valsassina”, “salotto” e “volano dell’economia”, slogan triti e ritriti
consumati da un uso ormai ultradecennale .
[…]

Ma non è della sagra che mi interessa parlare ( sarebbe fiato sprecato) : la sagra è nient’altro che un
prodotto malato di un sistema malato. E’ il sistema turistico valsassinese che andrebbe invece
ripensato nel suo complesso, e questo dovrebbe essere oggetto del “ripensamento” a cui il
Presidente Denti ha accennato (a proposito, può avere ancora un ruolo la Comunità Montana ?).
Quattro anni fa, quando l’allora Presidente della provincia Virginio Brivio inaugurò finalmente la
Lecco-Ballabio, invitò i valsassinesi a organizzare un convegno per ripensare al loro futuro, e
soprattutto allo sviluppo turistico, che con la nuova strada avrebbe trovato un nuovo impulso.
Sarebbe ora il caso di raccogliere quell’invito, e il nuovo assessore provinciale Dadati, sia pur di
segno politicamente opposto, senz’altro mi sembra una persona interessata a questi argomenti.
Uno sviluppo turistico finora mal gestito, basato sullo sviluppo edilizio delle seconde case (oltre il
52% delle unità abitative, una abnormità), una pessima gestione del territorio, per lo più
saccheggiato e violentato nelle sue caratterizzazioni ambientali, naturalistiche e anche storiche.

[…]

Molti altri esempi potremmo fare, ma questo per dire che certamente non possono essere credibili a
parlare di turismo quegli amministratori che hanno visto il territorio più come qualcosa da
saccheggiare che non da valorizzare. Tra non molto arriveranno i fondi per il nuovo Distretto
culturale della Valsassina (si parla di cifre consistenti, addirittura sei milioni di euro).
Speriamo che vengano utilizzati in modo consono (ma per intanto poche informazioni filtrano).
Pensiamo che i turisti vengano ad ammirare gli scempi urbanistici compiuti, e si contentino di
partite a bocce e spettacolini “lisci” di basso livello, oppure vogliamo fare qualcosa anche per la
cultura (questo si che sarebbe un “volano” per il turismo) , per i Musei già esistenti che non hanno
sede, e per quelli che si potrebbero inventare, date le tradizioni storiche originali della Valsassina ?

[…]


Il malato è grave, e la cura urgente: bisognerà decidere se la Valsassina deve rassegnarsi ad essere
uno scoordinato insieme di (seconde) case lungo la provinciale (come mi disse una volta un ex
Sindaco), che i vari PGT prima o poi regolarizzeranno alla bell’e meglio, o recuperare qualcosa del
suo grande passato, e della sua storia anche naturalistica, utilizzando la leva del turismo.
Quest’ipotesi sarebbe decisamente più auspicabile.

Non è più tempo di chiacchere , ma di riflessioni serie e di decisioni operative.
Non c’è più tempo nemmeno per litigare: per questo chiedo al direttore Terrani di pubblicare questo
intervento anche su Valsassina News, oltre che su Leccoprovincia.it. e lo ringrazio: è oggi più che
mai necessaria una cooperazione in sinergia, per non fare come i medici davanti al capezzale di
Pinocchio.

Enrico Baroncelli

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NOTA

E’ nostro uso ospitare TUTTI gli interventi che riceviamo, e solitamente lo facciamo dando tutto lo spazio necessario. In questo caso, la lettera arrivata in redazione era davvero linghissima – e solo per questo ci siamo permessi di "asciugarla". La nostra opinione può essere anche molto diversa da quella dell’autore (ad esempio sulla Sagra come "prodotto malato"), ma i tagli apportati non riguardano passaggi più o meno condivisi. Baroncelli fa comunque riferimento al suo sito, dove ha pubblicato la versione integrale dell’intervento.
 

 

 

 




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