INCHIESTA/L’acqua e’ chiara ma l’informazione un po’ meno



L’altra sera nella sede della Comunità Montana, in occasione della riunione tra i presidenti di Idrolario, Lario Reti e i sindaci (riunione che aveva lo scopo di chiarire i dubbi dei sindaci stessi) è stato ripetuto parecchie volte, dal tavolo dove le "autorità dell’acqua" erano sedute, un concetto rivolto agli amministratori: collaborazione. Sia il presidente di Idrolario Ermanno Buzzi che Vittorio Proserpio (Lario Reti Holding) si sono rivolti ai sindaci e assessori chiedendo pazienza e buona volontà per affrontare il momento del cambiamento.

Dall’altra parte, da quella che rappresenta i comuni ma soprattutto i cittadini di ogni singolo paese, alleggiava la perplessità ma non solo quella; anche il timore della disinformazione su come gestire il cambiamento.
 
I primi cittadini presenti hanno manifestato dubbi ponendo delle domande precise ai "signori dell’acqua" che nella maggior parte dei casi non hanno saputo rispondere.
 
"A Primaluna non abbiamo ancora l’anagrafe aggiornata e non lo sarà neanche per il primo novembre, momento del cambio di gestione: cosa si fa?" ha chiesto Mauro Artusi ai presidenti che aveva di fronte. La risposta non è arrivata, nessuno ha saputo dire all’amministratore primalunese come comportarsi di fronte ad una situazione del genere.
 
Sempre Artusi si è dimostrato perplesso e preoccupato perchè Proserpio e Buzzi premevano per avere a dicembre una bolletta e incassare i primi soldi per partire con la gestione. "Come vi immaginerete, per partire con questo progetto, ci vogliono soldi e le nostre società hanno bisogno di incassare qualcosa prima di partire"; ma cosi facendo, chi a dicembre dovrà pagare la rata dei mutui (Primaluna ad esempio ne ha uno acceso per un importo di 150mila euro) non avrà tutti i soldi a disposizione – che secondo i presidenti di Idrolario e Lario Reti Holding verranno corrisposti verso la primavera 2011. Ma alla domanda "Come faccio io sindaco di Primaluna a pagare il mutuo?" nessuno ha risposto.
 
Anche Agostoni di Pasturo ha avuto poche risposte ai suoi dubbi. "In zona Pialeral, abbiamo parecchie seconde case, chiuse durante l’inverno; come si farà per prendere i consumi, e poi, se si dovesse rompere qualche tubatura su in alto, chi ripara?". Anche qui, le risposte sono andate come da protocollo: "Ci penseremo noi, ci sarà un numero verde, i vostri tecnici e manutentori potranno continuare a lavorare fino a dicembre ecc, ecc".
 
Altro concetto che i due presidenti, ma anche l’assessore provinciale Signorelli e quelli del comitato ristretto hanno cercato di far passare tra i presenti è stato quello della solidarietà tra le amministrazioni comunali del territorio lecchese. "Qua non si vuol favorire qualcuno per sfavorire qualcun altro" ha detto Molteni, "Con questo cambiamento i comuni risparmieranno energia, non dovranno fare più gli scavi, non avranno più i mutui, è senz’altro un’opportunità".  "I comuni della bassa, in pianura, devono pompare molto di più che quelli montani, dove l’acqua arriva dalle montagne nei serbatoi, dunque è qui che scatta la solidarietà, se voi vedete aumentare le tariffe, prendetelo come un atto solidale nei confronti di chi non riesce a pagare le spese di pompaggio"

Insomma, tante domande pratiche da parte dei sindaci che riflettono la preoccupazione della popolazione, poche risposte concrete da parte dei nuovi gestori, che addirittura, in preda ad un lapsus di memoria, hanno (Proseprio) parlato di un mese di ottobre con 30 giorni quando si è parlato di scadenza dei servizi per i comuni alla fine di questo mese, cioè al trentuno. "Vedete – ha detto Prosepio – vi stiamo già regalando un giorno, ottobre non ha trenta giorni, ne ha trentuno…".
 
A fine riunione, lo stesso Prosepio non si è fermato fuori a parlare come hanno fatto le altre autorità.
 
Ma su tutto questo, come la pensa la gente comune, quella che oltre ad essere poco informata (non si è visto una campagna pubblica per rendere noto il "passaggio di proprietà" della gestione dell’acqua) è piuttosto confusa.
 
"Aumentano le tariffe per offrirci un servizio migliore? Ma quale servizio migliore, se noi avremo soltanto maggiori spese e saremo costretti a risparmiare nei consumi per non ricevere delle bollette esagerate" commenta un lavoratore di Primaluna di fronte alla notizia del cambio di gestione.

"A casa mia siamo tre famiglie, abbiamo un solo contatore, come fareo a leggere i consumi? Verranno installati altri due contatori? Chi pagherà la spesa? Oppure verranno fatte delle stime?" ci dice un signore anziano di Introbio preoccupato per la situazione.
 
"Le seconde case sono un problema, durante l’inverno sono sempre chiuse, come si fa per leggere i consumi? Poi, come faccio io a dire ai miei inquilini che la spesa dell’acqua sarà maggiore?" commenta il proprietario di un immobile di Cortenova che non sa cosa deve fare per regolarizzare la situazione con i suoi inquilini.
 
Poi ci sono tanti altri dubbi, perplessità: fontane e lavatoi, bollette che arriveranno già da dicembre e poi, la cosa che preoccupa di più: chi risponderà a tutti i nostri dubbi? In riunione si è parlato di uno sportello ad Introbio, ma c’è chi sostiene che questo sportello non sarebbe operativo per tutta la Valsassina ma solo per qualche paese; insomma, i nuovi gestori chiedono collaborazione e pazienza, ma l’informazione agli utenti che saranno quelli che dovranno in definitiva tener in piedi la situazione pagando regolarmente le loro bollette non arriva. "Faremo dei volantini e metteremo delle locandina in giro per i paesi" ha detto Buzzi, presidente di Idrolario, "l’informazione arriverà a tutti".
 
Mancano 28 giorni (27 per Proserpio) alla fine di ottobre, la gente ha bisogno di chiarezza, i sindaci per ora sono confusi e poco informati, chi e come si prenderà la responsabilità di mettere al corrente della situazione la popolazione valsassinese?
 
 
 





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