COGNOMI IN VALSASSINA/QUARTA PUNTATA QUANTI FUMAGALLI DA INTROBIO

Un cognome tipicamente lombardo che è formato dall’unione di due soprannomi, dialettali, dispregiativi: fumà e gal  che letteralmente significa ladri di polli (in passato si dedicavano a rubare i polli affumicava il pollaio con zolfo e foglie di umide per stordire gli animali ed impedire che starnazzassero); ma indicava soprattutto “persone di poco conto/malaffare”. Il primo Fumagalli  registrato alla chiesa è Santino di Domenico Fumagalli nel 1636.

La famiglia arricchita nel XVIII secolo: vanta fra i suoi discendenti un notaio, un medico e alcuni sacerdoti. Il parroco di Pagnona e poi d’Introbio don Carlo Giuseppe, morto nel 1672 lasciò tutti i suoi averi ai santi Sebastiano e Rocco.

I più famosi Fumagalli di Introbio furono il dottor Bartolomeo e suo figlio l’avvocato Giuseppe che si trasferirono qui da Brongio (Garbagnate Monastero); Bartolomeo Fumagalli, morto nel 1818, viene ricordato tuttora per aver ampliato l’oratorio di s. Caterina ed istituito un beneficio ecclesiastico. Da ricordare è sua nipote Giuseppina, figlia di Giuseppe, che sposo lo storico valsassinese Arrigoni. Altri discendenti si trasferirono a Vercelli e a Torino dove sono ricordati come famosi notai.

Altri Fumagalli si sparsero per la valle a partire da metà 1700, in particolare a Pasturo dove si trasferirono da Introbio tramite matrimonio per poi finire a Lecco; è da ricordare un Carlo Fumagalli trasferitosi a Primaluna e noto come speziale; morì nel 1818.

Attualmente Fumagalli è un cognome molto diffuso in tutta Italia; con un’ampia concentrazione in Lombardia. Le aree che ne ospitano di più sono il Milanese e la Brianza.

CARTINE DAL SITO www.cognomix.it