BENVENUTI IN VALSASSINA, NEL PARADISO DEGLI UCCELLI

Quali sono gli uccelli che ci regalano questo spettacolo? Li vedremo di seguito, grazie soprattutto alle utili informazioni che il naturalista valsassinese Lorenzo Greco ci ha dato. Iniziamo con quelli che sono più in alto ma che non fanno parte del gruppo dei "concertisti" di prima visto il loro verso, sono i galliformi. Secondo Greco siamo di fronte a un calo di presenze, "Per quanto riguarda il Gallo forcello (tetrao tetrix), specie che risente di habitat sempre meno idonei (i pascoli d’alta quota al limitare della fascia vegetazionale) e di una passata politica di gestione venatoria errata si può dire che è in diminuzione".

Gallo forcello (tetrao tetrix)

Allo stesso modo sono in forte riduzione la pernice bianca (lagopus muta) e la coturnice (alectoris graeca), qualche esemplare si vede ancora sul Pizzo dei tre Signori e sul Legnone ma vedere stormi di decine di esemplari è oramai una rarità.

   L’airone cenerino

Altre specie invece sono in crescita come l’airone cenerino (ardea cinerea), vederli mentre cacciano anfibi sulle sponde del Pioverna o mentre volano nei pressi della pescicoltura di Cortabbio è piuttosto frequente. Il loro raduno serale è noto a tutta la Valle, la "garzaia" (cioè una pianta su cui gli aironi sono soliti sostare) si trova nella zona di Bindo accanto alla strada provinciale. 

Ma torniamo ai nostri uccelli cantori. Da maggio in avanti si sente spesso cantare il Cuculo (cuculus canorus). Questa specie migratrice proveniente dall’Africa è considerata parassita poiché è solita deporre il proprio uovo nei nidi di altre specie che fanno crescere l’ospite ignorandone la provenienza. Il giovane cuculo, precoce e molto più grande dei suoi fratelli parassitati, si libererà degli altri nidiacei garantendosi in esclusiva le cure dei genitori. 

In Valsassina è possibile vedere l’Upupa (upupa epops),il picchio rosso (dendrocopos major) e nei lariceti d’alta quota il bellissimo picchio nero (dryocopus martius).

Il Picchio muratore (sitta europea) e il picchio muraiolo (thicodroma muraria) hanno due caratteristiche particolari: il primo frequenta i boschi ed è solito occupare come nido cavità già presenti negli alberi che poi adatta a proprio piacimento rimodellando l’ingresso utilizzando fango e materiale, il secondo frequenta gli ambienti rocciosi che ispeziona con un volo tipico  a farfalla in cerca di insetti.

Il picchio muraiolo è molto raro e con le sua ali rosso vermiglio è uno degli uccelli più belli delle nostre alpi.In Valle sono presenti la rondine (hirundo rustica), la rondine montana (ptyonoprogne rupestris), il balestruccio (delichon urbicum) e il rondone (apus apus)

Rondine montana

La ballerina bianca (motacilla alba) e gialla (motacilla cinerea)sono osservabili nei pressi dei ruscelli, insieme al merlo acquaiolo (cinclus cinclus), quest’ultimo presente in Valsassina, nella valle del Troggia e in Valvarrone, rappresenta una specie tipica delle acque correnti ed ha la capacità di immergersi in acqua per cercare invertebrati acquatici di cui si nutre.

Lo scricciolo (troglodytes troglodytes), il pigliamosche (muscicapa stiata) il pettirosso (erithacus rubecola), il codirosso comune (phoenicurus phoenicurus) e lo spazzacamino (phoenicurus ochuros) sono frequenti nei giardini,così come le cince, il codibugnolo (aegithalos caudatus) e il fringuello (fringilla coelebs), il lucherino (carduelis spinus), il cardellino (carduelis carduelis) e lo zigolo giallo (emberiza citrinella).

 

Il sordone (prunella collaris), il codirossone (monticola saxatilis), il merlo dal collare (turdus torquatus), la cesena (turdus pilaris), il culbianco (oenanthe oenanthe), il rampichino alpestre (certhia familiaris), il fringuello alpino (montifringilla nivalis) sono invece specie tipiche dell’alta montagna, tutte visibili sulle Grigne sul Pizzo dei tre Signori e sul Monte Legnone.

 E’ facile sentire il verso aspro e sgraziato della ghiandaia (garrulus glandarius) nei boschi, mentre completano il quadro dei corvidi il corvo imperiale (corvus corax) (è il più grande tra i corvidi con anche 1,5m di apertura alare) che predilige gli ambienti rupestri d’alta quota, il gracchio alpino (pyrrhocorax graculus) specie gregaria che nidifica in aree rocciose e spesso ci fa compagnia sulle vette delle nostre cime cercando di racimolare qualche briciola dei nostri spuntini e infine la cornacchia (corvus corone) specie opportunista in forte espansione.
 

La cinciarella (foto di Lorenzo Greco)

Il fringuello (foto di Lorenzo Greco)

Graccio Alpino (Foto di Lorenzo Greco)

Merlo Acquaiolo (Foto di Lorenzo Greco)

Il pettirosso (Foto di Lorenzo Greco)

Il sordone (foto di Lorenzo Greco)

Rondini (foto di Manuela Sabatini)

 

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