SOCCORSO ALPINO, 17 NUOVI OPERATORI ”OSA”



Le nuove leve hanno terminato un percorso che li ha visti impegnati per oltre un anno. Ora sono in grado di affrontare interventi in valanga, in parete, ghiaccio e misto, nella ricerca di persone disperse e nel trasporto di barelle su tutti i tipi di terreno, in particolare in ambiente ostile. L’operatore di soccorso alpino rappresenta il primo livello di formazione: ogni anno gli aspiranti volontari, ritenuti idonei, possono partecipare a una preselezione, in cui devono dimostrare di essere in grado di muoversi in sicurezza su roccia, neve e ghiaccio. Segue la parte formativa, composta da diversi moduli, che comprendono l’arrampicata, l’allestimento e la discesa da una parete in corda doppia, la movimentazione con sci d’alpinismo, la conoscenza dei diversi tipi di ancoraggio, l’uso di apparecchi radio e artva, i principi del primo soccorso e molto altro.

La qualifica OSA, obbligatoria, consente di accedere alla formazione facoltativa come tecnico di soccorso alpino (TESA), che esegue operazioni di soccorso che richiedono una competenza elevata, oppure come tecnico di elisoccorso (TE), sempre presente a bordo dell’eliambulanza quando gli interventi avvengono in ambiente impervio.

Entrambi i tecnici possono assumere il compito di responsabili delle operazioni. Doveroso un ringraziamento a Elia Ranza e a Renato Ronzoni, delegato ed ex delegato della VI Orobica, presenti all’esame finale, per il successo del corso, che permetterà al Servizio regionale lombardo del Cnsas di poter contare sui nuovi volontari e sul loro entusiasmo.

 

 

 

 




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