BOLLETTA AL CONTRARIO, ENEL PAGA ALLA VALVARRONE 248MILA EURO



Quanto vale la rendita catastale della centrale Enel di Corenno? Per l’Enel molto meno di quanto affermava il Comune di Dervio in convenzione con quelli della Valvarrone (Premana, Pagnona, Casargo, Introzzo, Tremenico, Sueglio e Vestreno). Per l’azienda andava calcolata solo sull’edificio vero e proprio, per le amministrazioni pubbliche invece anche sulle condotte forzate, le gallerie e i bacini di accumulo. Una disputa non di poco conto, perché su quella cifra veniva calcolata l’Imu e non da ieri, bensì dal 2004, insomma nove anni di tasse da recuperare. Dervio si è mossa legalmente per ottenere maggiori contribuzioni. E alla fine l’ha spuntata.

Calcolate le spese legali previste dall’iter che si presentava ancora lungo, entrambe le parti (amministrazioni pubbliche da un lato e azienda dell’energia dall’altro) hanno deciso per l’accordo sugli arretrati più gl’interessi fermandosi a 809mila euro. Di questi circa 248 mila andranno al capofila Dervio, altri 220 a Premana, 114 prenderanno la strada di Tremenico e 87 quella di Pagnona, Infine con fette più piccole di torta Vestreno otterrà 57 mila euro, Introzzo 54mila, Sueglio 17mila e Casargo 13mila. Gl’importi dipendono dall’estensione di ciascun impianto presente nei diversi comuni.

Non è stato facile perché il percorso era molto complesso, ma ora il ricalcolo è realtà. Oltre a portare nelle casse dei Comuni i gruzzoletti appena citati, anche nel futuro servirà come base per la definizione delle prossime imposte sugli immobili degli impianti ENEL presenti sul territorio.

La vicenda è nata dalla Legge Finanziaria del 2005 che stabiliva che alcuni elementi collegati agli edifici produttivi, tra cui le centrali idroelettriche, benché non incorporati al suolo contribuivano comunque a determinare la rendita catastale. Questa circostanza comportava un notevole aumento della rendita dell’immobile e quindi un maggiore esborso in termini della vecchia I.C.I. ben oltre i 3 mila euro di imposta pagati fino ad allora. Ora grazie all’inglobamento delle turbine, le condotte forzate, le dighe e altre attrezzature la fcifra passa ad alcune decine di migliaia di euro all’anno. La discussione si è svolta nelle commissioni tributarie provinciali e regionali.

Data la complessità della materia i Comuni si sono avvalsi della consulenza legale di un avvocato tributarista di Milano che aveva già assistito diversi comuni della Valtellina.


 




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