DON PINO E IL VANGELO DOMENICALE: QUINTA DOMENICA DI AVVENTO/15 DICEMBRE



Natale è alle porte: è la buona notizia che si diffonde anche se ostacolata e condizionata dalla frenesia imperante e dalla fretta che sembra ormai travolgere tutto e tutti in una sorta di gara alla svendita dell’intelligenza e della fede. Si sarebbe portati a dichiarare fallimentare la Parola di Dio che tenta di salvarsi un angolino nel nostro tempo e nella nostra libertà, nelle nostre corse e nelle nostre occupazioni; è certamente un “fuori moda” il Precursore Giovanni Battista che rinuncia a sfruttare l’occasione di andare lui in prima pagina (“non sono io”) e che ha il coraggio di proporci uno stile di vita e alcune scelte da brivido…rispetto a quanto oggi si pensa e si fa nella stragrande maggioranza dei casi; in fondo ci sono molte altre voci che “gridano” nei nostri paraggi, sulle piazze e per le vie, dalle colonne dei giornali e dagli schermi televisivi; voci che impongono quel prodotto o quella occasione, o invitano a mettersi in marcia contro qualcuno o contro qualcosa, o suggeriscono slogan, sdegno, entusiasmi, proteste…, spesso senza la più elementare coscienza critica.

La voce di Giovanni è davvero strana, unica…un po’ folle: “PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE”! Una voce a cui fa eco quella del Profeta (irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti; dite agli smarriti: (“coraggio non temete”) o quella di Paolo (“non spegnete lo Spirito, non disprezzate le Profezie, pregate incessantemente, esaminate oggi cosa…”, ecc…).

Con un invito che ci investe tutti a prendere coscienza che lo Spirito è su di noi e che ci manda…Sì essere “unti” vuol dire prendere coscienza della responsabilità che il Signore ancora oggi ci affida per andare “a fasciare…., a portare…, a scarcerare…, a promulgare la misericordia del Signore”…

Compito irrinunciabile in questo momento storico di sfaldamento generale dei valori, di sfiducia dilagante, di perdita del buon senso e della speranza.

Compito urgente contro l’appassirsi dei credenti nel grigiore di una pratica arida, contro l’appiattimento nella società della libertà e della verità, contro l’assuefazione al “fanno tutti così”; il cristiano oggi riceve l’appello non ad essere “termometro” dell’ambiente in cui è collocato, ma “termostato” che alza la temperatura di un mondo freddo e incolore che lo circonda, come diceva M.L.King.

Forse la testimonianza del cristiano oggi è proprio questa:essere nel frastuono una voce “diversa”; avere il coraggio di denunciare con la vita la…non praticabilità di certe strade, la falsità di certe voci, la vigliaccheria di certe recite, l’insensatezza di certe proposte…E non importa, non deve importare se la voce del cristiano risuona nel deserto dell’indifferenza, dell’ostilità preconcetta, del sarcasmo ironico e volgare.

La verità va detta…, indipendentemente dall’accoglienza…

La mia e la vostra gioia stia tutta nel sentirsi chiamati e mandati a “portare il lieto annuncio” del Natale di Cristo.




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