LA LETTERA/FREGERA, UN PLAUSO ALLA RINASCITA DELL’EX CAMPO SPORTIVO



L’autore da un lato si complimenta per la risistemazione di quella zona, recuperata nel tempo dopo essere diventata in pratica una discarica, dall’altro sottolinea come sia difficile "prendere le difese dell’ambiente
e contrastare politiche poco illuminate". Ecco il testo integrale della missiva:
 

Egregio Direttore,
                            nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di
transitare in via Fregera a Cortabbio di Primaluna per andare ai vicini
laghetti e, con piacere, ho constatato che l’area dell’ex campo sportivo è
tornata ad essere utilizzata per le pubbliche utilità di quella laboriosa
collettività. Diversamente da quanto accadeva dai primi anni 2.000, quando in
quello spazio si era assistito al disordinato e incontrollato accumulo di ogni
tipo di rifiuto, ora lo spettacolo è decisamente diverso. Che bella
soddisfazione!!

L’attuale amministrazione comunale, infatti, in questo luogo ripulito e
livellato ha potuto costruire la nuova pesa pubblica al servizio delle attività
commerciali e industriali del comune a della Valle. Quello che allora mi aveva
stupito era stata l’assoluta cecità e inerzia di chi, in vari enti pubblici,
doveva invece vigilare anche su quel  territorio ma che, evidentemente, girava
il capo dall’altra parte ogni volta che transitava su quella non certo
periferica o secondaria via del paese. Sarebbe stato un vero peccato se quel
disordine ambientale si fosse consolidato, deturpando per sempre un
significativo angolo della nostra bella Valsassina.

Ora che la situazione di degrado è stata annullata dalla bonifica imposta a
suo tempo dall’Autorità costituita, tutto sembra essere dimenticato ma allora
la cosa urtò i sentimenti della gente di Cortabbio, perché quello spazio era
stato duramente strappato al torrente Pioverna e bonificato a forza di braccia,
per usarlo anche in occasione del tradizionale falò, durante la festa del
paese. Quella “discarica” non era davvero un bello spettacolo neppure per i
frequentatori stranieri delle vicine attività produttive e soprattutto della
pista ciclabile, voluta dalla Comunità Montana dei tempi d’oro e che scorreva,
incolpevolmente, a pochi metri da quello sconcio ambientale. Molti
frequentatori, infatti, se ne lamentavano chiedendo interventi risolutivi che
sono finalmente intervenuti grazie a qualche cittadino che segnalò a chi di
dovere quanto stava accadendo. Dopo l’esposto e per evitarsi guai maggiori
"qualcuno" si esibì una precipitosa bonifica e messa in pristino dell’area che
venne sgombrata, in tempo reale, da ogni tipo di rifiuto o deposito abusivo.

Certo non ci si fanno degli amici, quando si prendono le difese dell’ambiente
e si contrastano politiche poco illuminate, poste in essere  da  amministratori
“distratti” o perlomeno poco attenti ai diritti delle future generazioni ma
tanté: il fine giustifica il mezzo. Siccome quello usato era un mezzo previsto
dalle leggi vigenti, la segnalazione era del tutto doverosa e per questo ha
partorito i frutti di cui oggi tutti possono godere. Alla faccia di chi non
apprezza o insiste a volerci male!!

(Lettera firmata)

 

 

 

 

 

 




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