DOPO I CAMPER/VALSASSINA E TURISMO, QUEL SETTENARIO CHE SUONA COSÌ MALE



Spesso quando si parla di Valsassina e di turismo si è soliti coinvolgere un terzo termine. Vocazione: fig. Disposizione, tendenza a qualche cosa. Inclinazione naturale ad adottare e seguire un modo o una condizione di vita, a esercitare un’arte, una professione, a intraprendere lo studio della disciplina, e sim. Così recita il Treccani. Vocazione turistica, dunque. Se ne sente parlare da anni, sia nei bar e nelle piazze, sia alle conferenze colte che vedono intorno a un tavolo i famosi “esperti del settore” e i nostri politici.

Ma il punto della questione è un altro, è quella Inclinazione naturale ad adottare e seguire etc etc…
Ed oggi con la crisi delle seconde case, la crisi delle piccole imprese, la crisi delle grandi imprese, la crisi dei servizi, la crisi della partecipazione, la crisi della crisi… il turismo pare esser rimasto l’unica risorsa sfruttabile per il nostro territorio.
Almeno è questo che si dice. Quello che ci diciamo e quello ci piace farci dire.

Così fino a quando ai piedi della Grigna non capita una comunità di 400 camperisti.
180 equipaggi provenienti in gran parte dalla nostra regione che hanno autonomamente scelto la Valsassina per il loro raduno annuale.
Sì autonomamente. Non ci risulta infatti che sia stata una sponsorizzazione locale ad attirarli qui, è bastata la fortunata “Inclinazione naturale” del nostro territorio e la conoscenza degli organizzatori.

Quattrocentopersone – pronunciatelo tutto d’un fiato, il settenario ci perseguita – che hanno “piantano le tende” tre giorni in zona fornace per poi scorrazzare in lungo e in largo la Valle.
Quattrocentoturisti a distribuirsi nei nostri ristoranti, a fare incetta dei nostri prodotti tipici, ad ammirare le nostre montagne.

Tre i pullman di lineelecco impegnati a far la spola per tutta la giornata di sabato tra il campo base e Tartavalle o l’orrido di Bellano. Molti sul camper hanno caricato le bici e possono godere della ciclabile. Qualcuno, non pochi, ha trasportato anche la propria moto, quindi partono gite verso Parlasco, l’Alta Valle, e Varenna.

180 seconde case su gomma che, provenendo quasi tutte dalla Lombardia, facilmente torneranno in Valsassina anche senza la ricorrenza eccezionale del maxi raduno di Federcampeggio.
E i numeri lievitano immediatamente se si considera la folta rete mediatica del mondo camper, con riviste specializzate e numerosissimi blog di settore, oltre al buon vecchio passaparola.

O meglio, potrebbero tornare. Il condizionale è d’obbligo.
Perché in Valsassina gli spazi attrezzati per i camper non ci sono. Uno scarico per le acque nere e le acque grigie non esiste. Come non è prevista una colonnina per la ricarica dell’elettricità.
Eppure basterebbe, ne abbiamo lungamente discusso con loro anche nel dettaglio, una piazzola con 10 posti camper e tre colonnine, per servire tutta la Valsassina.

Ma non finisce qui, nelle impressioni dei camperisti l’offerta attrattiva valsassinese fa il peso con la disponibilità ad accogliere un numero così alto di turisti. FedercampLombardia ha infatti dovuto mettere a bilancio – oltre ad una giustificata cauzione – l’affitto dell’area Sagra, l’affitto della palazzina antistante, l’affitto dei tavoli per la cena sociale, l’affitto dei bidoni per i rifiuti (tra l’altro in sotto-numero e senza la possibilità di fare la raccolta differenziata). Il tutto per una cifra considerevole vicina ai 10mila euro, non certo un canone simbolico.

Normale? Corretto? Secondo noi no. No perché come detto si tratta di un considerevole numero di turisti che già portano ricchezza al territorio, e potrebbero portarne ancora. A maggior ragione perché sono enti pubblici quelli che incassano gli affitti, e pare difficile conciliare questi metodi alla tanto vantata promozione turistica del territorio.

E qualcuno, non qui, se n’è accorto da tempo. Infatti nei nove raduni lombardi precedenti nessuna amministrazione ha mai chiesto un esborso tale. Bene dunque hanno fatto i nostri amministratori locali, invitati per un saluto, a tenersi lontani dall’area fornace in questo week end. Ben vengano gli impegni istituzionali, ancor più quelli elettorali.

Ma alla fine dei conti, parafrasando qualcuno, è scritto nella bibbia che la Valsassina debba avere una vocazione turistica? Finiamola una volta per tutte con sta storia e diciamocelo che valsassinaeturismo è solo un bel settenario che riempie la bocca.

Lasciamo le vocazioni a Venegono e teniamoci tutta per noi la nostra bella Valle.

 

 

 




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