CREMENO, P.L. INVERNIZZI REPLICA A TERZAGHI: ”LUOGHI COMUNI”



"Ogni opinione personale è più che legittima, ma forse la popolazione ha diritto di conoscere davvero come stanno  le cose – annota Pier Luigi Invernizzi -. E’ per questo che è bene fare un po’ di chiarezza sulle questioni affrontate nell’articolo pubblicato su ValsassinaNews il 21 ottobre". Ecco le risposte del primo cittadino di Cremeno al consigliere Paolo Terzaghi:.


Fusione in un unico Comune dei quattro Paesi dell’Altopiano

Come ha ben evidenziato il Consigliere Terzaghi, le leggi che disciplinano la gestione associata delle funzioni e i sempre maggiori tagli ai Comuni hanno indotto codesta Amministrazione Comunale a caldeggiare l’ipotesi della creazione di un Comune unico su tutto l’Altopiano in luogo della stipula di convenzioni, in quanto le stesse scontano dei problemi organizzativi e gestionali non di poco conto.
Il fine della fusione è quello, da una parte, di usufruire dei vantaggi che la normativa vigente prevede nel caso di fusioni (quali, ad esempio, agevolazioni in materia di patto di stabilità o in materia di erogazioni di incentivi e contributi statali) e, dall’altra parte, il contenimento e la razionalizzare della spesa,  la riduzione dell’attività burocratica dell’ente. Nel caso di convenzioni tra quattro enti, infatti, ogni Comune sarebbe tenuto a continuare ad adempiere ai sempre maggiori incombenti burocratici imposti dalla normativa statale; nel caso di comune unico gli incombenti sarebbero ridotti di un quarto. E’chiaro che una riduzione sensibile di questi consentirebbe agli uffici di dedicarsi maggiormente all’erogazione dei servizi da destinare ai cittadini e di unire le poche risorse disponibili.
Tali scelte  in un senso o nell’altro devono trovare  condivisione da parte degli altri Comuni dell’Altopiano.

E’ evidente, poi, che, una volta che si dovesse concordare di partire con il Comune Unico, dovranno essere valutati attentamente tutti i vari risvolti pratici. Certo che la bacchetta magica non c’è…., ed è innegabile che le problematiche da affrontare e  risolvere sono molteplici: (patrimoniali, economico-finanziarie, di identità territoriale, di logistica gestionale, di indirizzo politico,  ecc).
Utilizzare un’unica struttura quale sede comunale attualmente  è fisicamente impossibile, considerati gli  spazi attuali delle strutture esistenti (eventualmente andrebbe valutata la dislocazione in due edifici); ridurre il costo del personale è possibile (riducendo il numero dei titolari posizioni organizzative), ma certo la riduzione della spesa del personale non può essere radicale (considerato che i rapporti di lavoro a tempo indeterminato non possono essere risolti).

L’eventuale comune unico e/o le funzioni associate dovrebbero garantire le attività istituzionali e l’erogazione dei servizi per i  3.800 residenti  e per  tutti i possessori di seconde abitazioni (n. 8.000 circa).
Prima di intraprendere decisioni in tal senso, obbligatoriamente dovranno essere effettuate assemblee pubbliche (informative) e indagini conoscitive (per capire l’opinione della cittadinanza), prima ancora di un referendum consultivo.

Stante  i dati sopra specificati,  non mi risulta così evidente  il paventato  esubero di personale.
Mi pare corretto evidenziare che l’organico dei quattro comuni dell’Altopiano ad oggi  è il seguente:
22 dipendenti assunti in servizio a tempo indeterminato di cui :
n. 16 con rapporto di lavoro full-time
n. 6 con rapporto di lavoro part-time

Ciò è ben al di sotto del rapporto percentuale relativo agli indici occupazionali di altri Enti pubblici.

I vantaggi della fusione  e/o la gestione associata  dovrebbero essere riscontrati  nel futuro,  in   una  omogeneità e specificità delle strutture per aree  con strutture piramidali,  arricchite da una specifica competenza tecnica  facente capo  a ciascuna area  composta  in media da non  più di tre unità di personale  stante le attuali piante organiche.

Quanto al resto, é tutto da definirsi. In questa fase tutte le Amministrazioni Comunali coinvolte hanno il potere decisionale in merito al Comune Unico o alla gestione delle Convenzioni. A mio avviso  nell’ipotesi del Comune unico  le rappresentanze territoriali dovranno essere garantite, così come la rappresentanza tra maggioranza e minoranza. Il nostro auspicio è quello che si evitino interessi privati diretti e indiretti di chi si candiderà come Sindaco del Comune unico, ma la scelta del Primo Cittadino spetterà ovviamente agli elettori.

Gestione della “voragine”:
Concordo con l’opinione del Consigliere Terzaghi sulla gestione della fase di emergenza conseguente all’apertura di una voragine sulla SP 64 coordinata puntualmente da parte dell’Ufficio Tecnico Prov.le, Comunale e della Polizia Locale, nonché sul fatto che sia scandaloso che lo Stato non versi alcun contributo per far fronte ad un caso del genere.
Non concordo affatto, invece, sull’accusa avanzataci di non aver “alzato un po’ i toni con chi di competenza, anziché rimettersi totalmente alla volontà altrui, senza protesta alcuna”. Come già evidenziato in Consiglio Comunale, questa Amministrazione si è attivata sin da subito con la Provincia, con la Regione, con la Prefettura, con enti terzi,  con gli enti limitrofi per ottenere dei finanziamenti e risposte quanto più immediate.

L’interessamento  e i continui solleciti da parte nostra, malgrado le lungaggini burocratiche, hanno trovato riscontro ad oggi con la programmazione del ripristino dei luoghi  in due lotti: Il primo  verrà finanziato per 200.000,00 euro dalla Regione e per 40.000 euro con altri finanziamenti (il BIM, ad esempio, ha promesso di erogare un finanziamento per tale lavoro).  L’auspicio è che si possa partire con l’appalto entro il mese di novembre/dicembre. Il secondo lotto dovrà essere  appaltato e finanziato da parte dalla Provincia di Lecco.
Per quanto riguarda gli altri Comuni, Moggio, Barzio e Cassina V. hanno già accolto la nostra richiesta di compartecipare alle spese sinora sostenute per la segnaletica stradale e per l’utilizzo dei Lavoratori Socialmente Utili a supporto della viabilità. Si  è richiesto altresì di compartecipare alle ulteriori spese già sostenute.

Ampliamento della Scuola di Cassina Valsassina:
L’ampliamento della Scuola di Cassina Valsassina era, nel contesto temporale in cui è stato deliberato, il solo intervento fattibile. Ricordo infatti che, a differenza di quanto sostenuto dal Consigliere Terzaghi, la proposta della Cassa Edile è stata ben approfondita. Per l’eventuale utilizzo della  struttura  i rappresentanti dei Comuni dell’Altopiano hanno effettuato un sopraluogo in loco  riscontrando incompatibilità funzionali e strutturali in relazione alla destinazione a edificio scolastico. La Cassa Edile ha conseguentemente inoltrato proposta progettuale di adeguamento  con la quale si prevedevano investimenti per € 1.376.000,00 ( lavori di adeguamento su una struttura di proprietà altrui!). A fronte di  tale spesa, da sostenersi direttamente da parte dei Comuni, l’alternativa sarebbe stata di  versare un canone di locazione annuo di € 180.000,00 (per una durata trentennale), oltre alle normali spese di manutenzione ordinaria (compartecipazione al 50% delle spese di manutenzione dei giardini dell’intero complesso immobiliare, compartecipazione al 50% delle spese del custode dell’immobile, spese per la manutenzione delle zone esterne).
E’ chiaro che il margine di trattativa su una proposta del genere non poteva esserci!

Profughi nella Colonia degli “Artigianelli” della frazione di Maggio:
Sul punto è bene precisare che, al di là dell’informazione preventiva data o non data alla cittadinanza, la decisione di concedere o meno l’alloggio ai Profughi nella Colonia “Artigianelli” non è dipesa assolutamente dall’Amministrazione Comunale, (la quale ha espresso sin da subito  remore e forti perplessità  circa la localizzazione presso la struttura di Maggio, nonché l’approccio  con la cittadinanza ),  ma è stato il frutto di un accordo tra enti terzi ( i Gestori della struttura e la Prefettura).

Aumento delle tasse locali:
Pur condividendo l’assurdità delle trattenute del Governo Centrale quantificate in circa € 1.300.000,00 che penalizzano molto i Comuni turistici quali il nostro, non concordo con tutte le altre riflessioni del Consigliere Terzaghi in quanto tale scelta è stata obbligata e assunta malgrado il nostro disappunto.
Già lo scorso anno abbiamo utilizzato l’avanzo di amministrazione per l’estinzione anticipata dei mutui. In ogni caso, ciò deve essere fatto in modo ponderato, in quanto l’utilizzo dell’avanzo presuppone una disponibilità certa di cassa.
Quanto agli altri servizi resi, l’Amministrazione Comunale ha deciso di investire ancora una volta sui servizi turistici e sull’animazione estiva (credendo nell’importanza di favorire il turismo, già sotto forte pressione fiscale), nonché sul servizio scuolabus (al fine di favorire il servizio scolastico, per noi rilevante, e di agevolare i genitori che lavorano).
Quanto alle altre iniziative in essere, l’Amministrazione Comunale ha già evidenziato in Consiglio Comunale che le ulteriori attività e i contributi economici da erogarsi ad associazioni, ecc.  saranno oggetto di attenta valutazione, in considerazione delle risorse generali  disponibili.
Quanto alla spesa di personale, non condivido affatto le osservazioni del Consigliere di Terzaghi. Faccio presente che il rapporto tra spese di personale e spese correnti è di gran lunga inferiore e non paragonabile alla media degli altri Comuni  a livello nazionale e, in ogni caso,  inferiore alla soglia del 25% (prevista dalla normativa statale come discrimine per le maggiori assunzioni).
Le indennità di servizio per i Responsabili di Posizione Organizzativa sono contenute, se si considera da un lato il costo delle stesse parametrato alla categoria giuridica e alla posizione economica dei dipendenti (ricordo, infatti, che i dipendenti sono di categoria C e, conseguentemente, l’indennità di posizione è già contrattualmente di gran lunga inferiore a quella dei dipendenti D).
Riguardo al Segretario Comunale, ricordo che al momento dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale si era tentato invano di trovare un Segretario unico per tutto l’Altopiano. In ogni caso segnaliamo che la spesa del Segretario Comunale è già ripartita al 50% con un altro ente; che il Segretario Comunale non ha mai chiesto voci ulteriori rispetto al tabellare e all’indennità fissa di posizione e di risultato, sebbene esse le spettassero in ogni caso contrattualmente (quali la maggiorazione per la responsabilità dell’area personale, il c.d. galleggiamento, le spese di viaggio). Evidenzio, inoltre, che il Segretario Comunale ha sempre svolto il suo lavoro con molta professionalità e serietà e che una riduzione del relativo costo sarebbe stata possibile soltanto con una riduzione delle ore di presenza nel nostro Comune, cosa che ci è sembrata inopportuna, stante la complessità e la problematicità delle questioni ogni giorno trattate.
Quanto, infine, alla proposta dell’aumento dell’IMU al massimo dell’aliquota consentita per quanto concerne i terreni edificabili  avanzata dal Consigliere Terzaghi, segnaliamo che in Consiglio Comunale abbiamo già fatto presente che tale scelta, per quest’anno, ci è risultata inopportuna, stante la staticità del mercato immobiliare, ma che, in ogni caso, verrà valutata di anno in anno a seconda della situazione contingente.

Pratiche urbanistiche relative al “Cantiere in centro a Maggio” e alle Casere:
Come più volte evidenziato nelle sedi consiliari e sugli organi di informazione, evidenzio la innegabile delicatezza delle due pratiche urbanistiche in questione. Vi sono, infatti, convenzioni già in essere, firmate dalla precedente amministrazione, che hanno valore di efficacia di legge tra le parti. Una modifica dei contratti in essere non può prescindere dall’accordo con i soggetti attuatori. L’instaurazione di azioni legali deve essere ben valutata e ponderata, considerata l’incertezza dell’esito delle stesse, con eventuale effetto “boomerang” per l’Ente.

 




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