”BASTA INCENTIVI A CHI DANNEGGIA I FIUMI”. IL CAOS CENTRALI FINISCE A ROMA



Il Cirf, Centro italiano per la riqualificazione fluviale, ha presentato l’appello alla Commissione Ambiente e Attività Produttive della Camera insieme a Legambiente, Wwf Italia, Mountain Wilderness Italia, Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee, Comitato Bellunese Acqua Bene Comune e Forum italiano dei movimenti per l’acqua oltre a numerosi Comitati locali che si battono per la salvaguardia dei corsi d’acqua compresi quelli di Pagnona e Premana.

> Clicca qui per scaricare l’appello

"Subito nuove regole per fermare gli incentivi ad impianti idroelettrici che danneggiano i fiumi, e un impegno concreto per ridurre gli impatti da parte degli impianti esistenti". Secondo i promotori dell’appello nazionale infatti, troppi fiumi versano ormai in condizioni critiche: senz’acqua o con portata completamente alterata, cementificati, interrotti da un numero sempre più elevato di sbarramenti. A soffrire non sono solo quelli principali, ma soprattutto i torrenti e rii di montagna con sempre meno corsi d’acqua alpini che mantengono ancora condizioni di naturalità elevata mentre i restanti corpi idrici sono in gran maggioranza sfruttati da derivazioni a scopo idroelettrico e/o irriguo.

Nonostante le oltre 3000 centrali idroelettriche già esistenti in Italia, i pochissimi corsi d’acqua che mantengono condizioni di naturalità elevata "sono soggetti a una pressione senza precedenti a causa degli incentivi statali alle rinnovabili. Sono ben 2000 le istanze attualmente in fase di valutazione (oltre 1500 nelle regioni alpine e centinaia nelle Regioni del Centro-Sud), che, se realizzate, determinerebbero, per qualche punto percentuale di incremento nella produzione di energia idroelettrica, la derivazione di migliaia di km di corsi d’acqua, inclusi i pochissimi che ancora mantengono condizioni di naturalità elevata".

 

I soggetti firmatari, estremamente preoccupati per questa situazione, avanzano al Governo, al Parlamento e alle Regioni una serie di richieste urgenti per evitare l’ulteriore degrado dei corsi d’acqua, e per promuovere un impegno serio e concreto per una più efficace mitigazione degli impatti sugli ecosistemi fluviali da parte degli impianti esistenti.
Tra le richieste “l’immediata sospensione del rilascio di nuove concessioni e autorizzazioni per impianti idroelettrici su acque superficiali, comprese quelle attualmente in istruttoria, a cominciare dai procedimenti in itinere che ricadono nei ‘siti non idonei’ individuati nelle varie Regioni”, e che i corsi d’acqua – e in particolare quelli di montagna – “vengano considerati un patrimonio di biodiversità, di valori ambientali e paesaggistici da tutelare piuttosto che una semplice risorsa da sfruttare in modo intensivo e indiscriminato”.
 

Sotto: la mappa di concessioni e richieste di concessione che insistono sul territorio di Premana
(il "Comune maggiormente ‘captato’ d’Italia").

 

 

 

 

 




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