BENEFICENZA E SENSO DELLA COSA PUBBLICA VISTI DAL SIGNOR ADRIANO AIROLDI



Come noto, tutto nasce da una lettera pubblicata da VN a firma di Marconi, missiva nella quale l’anziano ex borgomastro (invitato al pranzo di Natale proprio in forza della sua veneranda età) rifiutava la proposta criticando alcuni aspetti dell’organizzazione dell’iniziativa. In quel caso, il nostro giornale si era limitato ad ospitare il breve testo marconiano, dandone conto come è dovere di ogni buon quotidiano.

Curiosamente, la redazione di Valsassinanews è stata tempestata di richieste di chiarimenti, non tanto sulla lettera quanto proprio sul pranzo allestito dal sindaco (che fa tante tante cose nella sua vita privata) presso il suo agriturismo "le Trote blu" a Cortabbio. Nelle varie comunicazioni a VN, anche una "excusatio non petita" giuntaci da dipendenti del suddetto agriturismo i quali tenevano a precisare come il bravo Airoldi il pranzo l’avesse pagato di tasca sua. E ci mancherebbe! Pensate se un sindaco facesse pagare al Comune che guida una manifestazione in una sua attività commerciale. Sarebbe materia da Corte dei Conti… E noi, che mai abbiamo dubitato della buona fede del signor sindaco/ristoratore, abbiamo ricevuto anche una sua e-mail della quale pubblichiamo di seguito uno stralcio. A sua volta non richiesta, ma giuntaci spontaneamente quasi a giustificare qualche cosa che nessuno aveva mai messo in dubbio.

Ne divulghiamo come detto un pezzo (altri passaggi non sarebbero opportuni visto lo stile diciamo così spontaneo, lievemente aggressivo, del borgomastro introbiese). E’ interessantissima la chiave di lettura dell’accaduto da parte del protagonista principale (Airoldi appunto) il quale prima decide di tenere il pranzo per gli anziani non in uno dei vari locali del paese che amministra ma altrove; poi sceglie proprio il SUO ristorante; infine a fronte delle critiche si affretta a precisare che ha "dovuto" coprire personalmente il costo di quel pranzo (chissà perché, "dovuto"?). Ma colpisce in particolare il passaggio di carattere economico della lettera fattaci avere dal sindaco quando spiega che ha portato gli ultraottantenni nell’agriturismo di sua proprietà perché così "ho avuto un risparmio economico che penso possa giustificare questa mia decisione". Come dire: beneficenza, ok, ma moderna. All’insegna di una sorta di una "spending review alla centrovalsassinese".


Ricapitolando, Airoldi si sente punzecchiato dalla lettera di Marconi, scrive a noi e dà questa giustificazione dell’accaduto. Spiega di aver risparmiato (lui) su una iniziativa sua (privata) e lo fa scrivendoci dal Comune, attraverso l’email ufficiale con tanto di PEC e facendo seguire chiamate dal centralino di villa Migliavacca da parte di un dipendente per accertarsi che VN abbia ricevuto la comunicazione. Insomma, un po’ pubblica e un po’ privata, questa faccenda. Per la quale restano alcuni punti irrisolti, primo tra tutti il quesito che più di un esercente ha rivolto a noi: perché, in definitiva, il famoso pranzo dei vecchietti non si è fatto ad Introbio? In fondo erano una ventina e di locali pubblici nel paese ce ne sono diversi in grado di ospitare un momento tanto edificante.

LA LETTERA DI MARCONI:

 

 

 

 




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